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Caso “Mensa Capitale”. La Dussmann “ripescata”

L’indagine Uil sugli appalto delle mense ha evidenziato un cartello di imprese. Le verifiche di di Affaritaliani.it svelano che l’azienda tedesca ha operato a Roma solo per un ripescaggio all’interno di una gara dalla quale era stata esclusa

Un approfondimento di Affaritaliani sull’indagine condotta dalla UIL di Roma e del Lazio sulle sei aziende che si spartiscono gli undici lotti in cui sono suddivisi i 15 municipi, mette in evidenza una totale estraneità di Dussmann Service.
Lo studio della Uil, pubblicato la settimana scorsa, denunciava presunte truffe e appalti sospetti tanto da abbinare le attività di gestione della società ad altre situazioni sotto la lente. E la Dussmann compariva nello studio Uil come una delle società che svolgono il servizio, di fatto accomunata ad un “cartello” che gestisce tutti gli appaltoi del Comune di Roma.
In realtà la società di origine tedesca, conosciuta in Italia per serietà e capacità di gestione, negli appalti riferiti è operativa solo per un fatto tecnico di assegnazione, un ripescaggio previsto nella gara e volto a garantirne la pluralità. Impossibile  dunque ogni addebito visto che Dussmann nell’esito di gara era stata esclusa. Così come è esclusa da ogni sospetto.