Il Pd blocca il secondo tentativo di fuga di Zingaretti dalla Regione Lazio. E’ ormai chiara a tutti la difficoltà che Zingaretti sta incontrando alla guida del Lazio. La sua politica di soli annunci e impegni presi e non rispettati sta incominciando a infastidire lo stesso centrosinistra.
E’ sufficiente ricordare che sono molti i sindaci della sua stessa coalizione, che in queste ultime settimane hanno scritto lettere alla regione e protestato in modo vibrante perché stanchi delle sue prese in giro per quanto riguarda la sanità, non ultima quella del primo cittadino di Subiaco che sottolinea per l’ennesima volta gli impegni assunti e non rispettati dal presidente.
Zingaretti ha tentato per la seconda volta di reinventarsi in un altro incarico. Peccato che dopo essere stato bocciata l’ipotesi Zingaretti alla presidenza del Partito, oggi con la nomina di Chiamparino alla guida della conferenza della Regioni arriva un secondo stop per il governatore del Lazio. Sintomo, questo, che l’operato di Zingaretti sia mal digerito anche dai suoi stessi colleghi di partito.
Adesso, il presidente è stato smascherato da tutti: i suoi bluff e le sue prese in giro non incantano più nessuno, neanche il suo stesso partito. Adesso, le possibilità per Zingaretti sono due: o si rimbocca le maniche e incomincia seriamente ad occuparsi, sempre che ne sia in grado, dei problemi della regione. Oppure, si dimetta. Di base c’è una realtà: i cittadini del Lazio non possono essere governati da una persona che continua a cercare altri incarichi esterni alla regione, visto che lo stesso Zingaretti si sta rendendo conto di non essere in grado di governare la Regione. E questa sua difficoltà, ormai è sotto gli occhi di tutti.
Antonello Aurigemma, consigliere di Forza Italia alla regione Lazio
