Da Nanni Moretti a Stefano Sollima, il volto di tanti personaggi della televisione italiana lotta ora in ospedale dopo la violenta aggressione a Monteverde
Lo abbiamo visto nei panni di un giovane sacerdote in Suburra, di un attivista in Diaz e persino nella famiglia di Fabrizio De André. Davide Iacopini, 42 anni, genovese, è uno di quegli attori che il pubblico riconosce immediatamente, magari senza ricordarne il nome. Un volto familiare, costruito senza clamori attraverso quasi vent’anni di cinema, teatro e televisione.
Oggi il suo nome è legato a una vicenda drammatica: l’aggressione subita lunedì sera a Monteverde, mentre percorreva via Anton Giulio Barrili in monopattino. Secondo gli investigatori, sarebbe stato colpito con un calcio da un passeggero di una minicar, finendo violentemente contro un’auto parcheggiata. L’attore rimane in gravissime condizioni al San Camillo: operato per un grave trauma cranico, è ancora sedato in terapia intensiva, con prognosi strettamente riservata. La Procura di Roma, con il pm Ambrogio Cassiani, procede per tentato omicidio
Da Dostoevskij a Suburra, una carriera senza scorciatoie
Nato a Genova il 9 febbraio 1984, Iacopini si forma alla scuola del Teatro Stabile della sua città. Debutta interpretando Stavrogin nei Demoni di Dostoevskij. Nel 2007 arriva la televisione con Camera Café, poi il cinema: nel 2012 Daniele Vicari lo sceglie per Diaz, il film sulle violenze del G8 genovese.
Seguono Mia madre di Nanni Moretti e Suburra di Stefano Sollima. In televisione passa da Non uccidere, accanto a Miriam Leone, a Squadra antimafia, fino a Fabrizio De André – Principe libero, dove interpreta Mauro De André, fratello del cantautore. Più recentemente appare in Studio Battaglia, Libera, Costanza e Maschi veri.
Le ultime notizie: caccia alla minicar nera
Si allarga l’inchiesta sulla gang che ha trasformato le strade di Monteverde in un terreno di caccia a passanti, ciclisti e utenti dei monopattini. Gli ultimissimi aggiornamenti parlano di almeno cinque persone prese di mira e di un primo identikit dei presunti aggressori, probabilmente giovanissimi, che si muoverebbero a bordo di una minicar elettrica nera, segnalata anche con la targa oscurata. Agli episodi già conosciuti si aggiungono la denuncia di una donna spinta mentre pedalava in via di San Pancrazio e la segnalazione di un’aggressione nella zona di Ponte Testaccio. Gli investigatori stanno incrociando testimonianze e filmati delle telecamere per identificare gli occupanti del veicolo e verificare se dietro gli assalti ci siano sempre le stesse persone. Resta sul tavolo anche l’ipotesi di una folle challenge nata sui social, anche se al momento non esistono conferme.


