“Sicuro che l’acqua sia potabile?”. Questo avvertimento è comparso nella notte sui “nasoni” di alcune zone di Roma Nord, non lontanto da quelle aree (Primavalle, Labaro, Giustiniana) dove gli acquedotti sono risultati contaminati da arsenico e batteri. A far scattare la rabbia il silenzio delle istituzioni: “In altre zone della tua città si è taciuto per oltre un anno sulla non potabilità di un bene primario come l’acqua – si legge sui volantini – La prossima volta non li votare: è Tempo di Lottare”.
L’azione di protesta è stata rivendicata dal movimento ‘Tempo di Lottare’ che in un post su Facebook ha invitato la popolazione di Roma a non votare più, fin dalle prossime elezioni europee, una classe politica accusata di aver temporeggiato per oltre un anno. Cartelli di avviso simbolici sono stati posti tra Via Angelo Signorelli, Via Antonio Vallardi, Via Giovanni Battista Paravia, Via Nicola Zanichelli, Via Luigi Laterza e la scuola primaria di Via Ceva. Transennate le fontanelle con il nastro da lavori in corso ed un avviso molto forte alla cittadinanza: “Chi ci dovrebbe rappresentare e tutelare, ha criminosamente taciuto a lungo sul fatto che l’acqua in diverse zone di Roma non fosse potabile. È un fatto inaccettabile e abbiamo deciso di denunciarlo forte e chiaro”.
“Abbiamo voluto fare questa azione proprio mentre giunge la notizia di un nuovo buco di bilancio di 60 milioni di euro dal Comune di Roma e mentre, ogni giorno, i cittadini di Roma Nord devono convivere con infiniti cantieri stradali dovuti alle recenti piogge e smottamenti – prosegue la nota del movimento politico TdL – L’emergenza è tutt’altro che finita: la maggior parte della cittadinanza interessata, si rifornisce nei serbatoi installati nella zona, ma solo per bere. Per l’igiene personale si continua a utilizzare l’acqua all’arsenico. Dov’è il sindaco Marino? Dove sono le istituzioni?”.
