Addio a 76 anni a una delle voci più riconoscibili dell’etere italiano. Da Radio Monte Carlo a RTL, mezzo secolo di musica, ironia e libertà. Quando i dj erano personaggi e non semplici lettori di playlist.
L’Olandese che insegnò agli italiani ad ascoltare
C’è stata un’epoca nella quale la radio non aveva bisogno di una telecamera per esistere, di un influencer per farsi pubblicità o di un algoritmo per scegliere una canzone. Bastavano un microfono, qualche disco e una voce capace di farsi riconoscere dopo tre parole. Quella di Federico l’Olandese Volante era una di queste.
È morto a 76 anni Frederik Matthijs Van Stegeren, dopo un ricovero in terapia intensiva all’ospedale di Monopoli. Con lui scompare un pezzo di quella radio anarchica, fantasiosa e irresistibilmente artigianale che ha accompagnato l’Italia dalla rivoluzione delle frequenze libere all’impero dei grandi network.
Nato nel 1950 a Deventer, nei Paesi Bassi, ma cresciuto anche sulle rive del Garda, Federico aveva trovato a Radio Monte Carlo il suo trampolino di lancio. Fu Noël Coutisson a battezzarlo Olandese Volante, trasformando un giovane disc jockey in un personaggio destinato a entrare nella memoria collettiva.
Dal rock al Papa in discoteca
Dopo il Federico Show, la sua voce attraversò Rai Radio 2, Radio 105, RTL 102.5, R101 e Radio Norba. A RTL firmò The Flight, titolo perfetto per chi aveva fatto del volo una professione. Fino alle più recenti esperienze con Radiofreccia. Non soltanto speaker: anche produttore discografico, autore e raffinato conoscitore dì musica rock. Nel 1979 si concesse perfino una Wojtyla Disco Dance, improbabile incontro tra il nuovo Pontefice polacco e la febbre della disco music. Un cortocircuito che oggi farebbe impazzire i social.
Federico apparteneva alla generazione dei dj che conoscevano i dischi prima di mandarli in onda e avevano qualcosa da raccontare anche tra un brano e l’altro. Oggi che persino le voci possono essere fabbricate dall’intelligenza artificiale, la sua scomparsa ricorda una verità elementare: la radio non è una sequenza di canzoni, ma qualcuno che sa tenerci compagnia.
Quando non esisteva la radiovisione
Ai tempi di Federico non esisteva l’odierna, tanto decantata radiovisione, quella che ha trasformato gli studi radiofonici in piccoli set televisivi, dove anche chi parla al microfono deve preoccuparsi di come appare. Eppure, il piacere della musica e il coinvolgimento degli ascoltatori non erano certamente inferiori. Anzi. La radio viveva di immaginazione, di complicità, di voci capaci di creare un’intimità che nessuna telecamera avrebbe potuto restituire. Non serviva vedere chi parlava per sentirlo vicino. Federico apparteneva a quella straordinaria generazione di disc jockey che sapevano trasformare una canzone in un racconto e una trasmissione in un appuntamento irrinunciabile. Perché la radio, prima di voler essere vista, aveva imparato a farsi ascoltare.
L’Olandese Volante ha spento per sempre il microfono. Ciao Federico, per una volta il silenzio farà più rumore della musica.


