Dalla Capitale alle province, la Regione finanzia tutti i progetti risultati ammissibili. Fondi per sicurezza, nuove tecnologie, abbattimento delle barriere, impianti e risparmio energetico.
Una boccata d’ossigeno per un settore che da anni combatte contro streaming, costi di gestione e sale sempre più difficili da riempire. La Regione Lazio mette sul piatto oltre 4,1 milioni di euro per sostenere cinema e arene del territorio, finanziando complessivamente 42 progetti tra Roma e le altre province.
L’intervento vale esattamente 4.165.805 euro e rientra nel programma dedicato al rilancio competitivo delle strutture cinematografiche regionali. Le risorse arrivano dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e saranno utilizzate per rendere le sale più moderne, sicure, accessibili e meno energivore.
Da Roma a Frosinone: soldi per 42 strutture
Il cuore dell’operazione resta la Città metropolitana di Roma, dove saranno sostenute numerose sale storiche e multisala, dall’Adriano al Barberini, dal Farnese al Nuovo Cinema Aquila, passando per Savoy, Atlantic, Intrastevere, Lux, Tibur, Caravaggio e Cineland di Ostia.
Ma i contributi raggiungeranno anche Latina e provincia, il Viterbese, Rieti e Frosinone. Una distribuzione che punta a mantenere in vita non soltanto grandi complessi, ma anche strutture che nei centri più piccoli rappresentano spesso uno degli ultimi veri presìdi culturali.
Le domande presentate erano 46. Di queste, 42 sono state giudicate ammissibili. Una prima dotazione da circa 2,9 milioni aveva consentito di finanziare 26 interventi; l’aggiunta di altri 1,23 milioni ha permesso lo scorrimento della graduatoria e la copertura di tutti i progetti idonei.
Fino a 140 mila euro per ogni progetto
I contributi potranno coprire fino al 70% delle spese, con un tetto massimo di 140 mila euro per singolo intervento. Le risorse potranno essere utilizzate per manutenzioni straordinarie, messa in sicurezza, eliminazione delle barriere architettoniche, nuovi arredi, adeguamento degli impianti, innovazione tecnologica ed efficientamento energetico.
Il messaggio della Regione è chiaro: la sala cinematografica non deve diventare un reperto del Novecento, ma restare un luogo competitivo rispetto alle nuove forme di consumo audiovisivo. Perché il vero rischio, oggi, non è soltanto perdere qualche schermo. È perdere piazze, luoghi d’incontro e pezzi di vita culturale dei quartieri e delle città.


