Presenta alla Camera il Caruso Tribute Prize e pochi giorni dopo volerà a New York anche nelle vesti di premiata. Tra politica, cultura, festival e cerimonie, la sua specialità resta una: esserci!
A Roma c’è una certezza che resiste ai governi, alle maggioranze e perfino ai cambi di stagione: Claudia Conte c’è. Convegno? C’è. Premio? C’è. Festival? C’è. Sala istituzionale con boiserie, microfono e fotografo incorporato? Altissime probabilità di trovarla in prima fila, possibilmente con qualcosa da presentare, moderare, inaugurare o ritirare.
L’ultima apparizione è andata in scena alla Camera dei Deputati, dove Conte ha moderato la presentazione della sesta edizione del Caruso Tribute Prize, ideato da Dante Mariti. Il premio sbarcherà il 13 ottobre all’Italian American Museum di New York, con un parterre dedicato ai rapporti culturali tra Italia e Stati Uniti. Fin qui tutto normale. O quasi.
Presenta il premio. E poi lo vince
La parte più gustosa arriva infatti subito dopo: Claudia Conte, oltre a fare da madrina alla manifestazione, sarà anche tra i premiati. Una formula circolare che rasenta la perfezione: entri come presentatrice, esci con il riconoscimento. Altro che diplomazia culturale, qui siamo già alla filiera corta dell’applauso. Alla Camera, intanto, il quadro istituzionale era rispettabilissimo: Federico Mollicone, Christian Di Sanzo, Elisa Montemagni e il patron Dante Mariti. Destra, centrosinistra e Lega riuniti almeno su un punto: Caruso mette tutti d’accordo. O forse è Claudia Conte.
L’arte di esserci
Lei parla di giovani talenti, di ponti tra Italia e Stati Uniti, di cultura come strumento di dialogo. Concetti elevati, certamente. Ma il vero talento che ormai emerge con chiarezza è un altro: l’ubiquità.
Negli ultimi anni Conte è transitata con notevole disinvoltura tra premi, giurie, festival, eventi istituzionali e appuntamenti pubblici, costruendo una presenza scenica che farebbe impallidire il prezzemolo, alimento ormai ingiustamente tirato in ballo. Il suo nome era già finito sulle cronache per alcune dichiarazioni sulla propria vita privata che coinvolgevano il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi; dal Viminale era poi arrivata la precisazione sull’assenza di favoritismi.
Adesso, però, la rotta punta verso Manhattan, dove la Conte dividerà il programma con artisti, attori, istituzioni e personalità italoamericane. Enrico Caruso attraversò l’Atlantico grazie alla voce. Claudia Conte, più pragmaticamente, sembra aver scelto l’agenda. E finora funziona benissimo.


