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Colosseo, dopo la morte di Andrea Moretti stop a funi e subappalti

Dal 3 novembre cantieri al Colosseo senza edilizia acrobatica né subappalti per l’illuminazione. La Cgil chiede tutele in tutti i siti culturali.

Colosseo, dopo la morte di Andrea Moretti stop a funi e subappalti

Il Colosseo cambia le regole dei cantieri dopo una tragedia

A poco più di un mese dalla morte di Andrea Moretti, operaio di 22 anni precipitato da dieci metri mentre installava il nuovo impianto di illuminazione, il ministero della Cultura e i sindacati hanno raggiunto un accordo sulle modalità degli interventi. Stop all’edilizia acrobatica e alla catena dei subappalti per i lavori interessati. La ripartenza è fissata per martedì 3 novembre.

Niente operai sospesi sulle funi: arrivano gru e carrelli

A illustrare le novità sono Cgil e Funzione pubblica Cgil di Roma e Lazio. Le operazioni in quota saranno eseguite con gru e carrelli, in aree di cantiere delimitate e vietate all’accesso. Gli interventi sull’illuminazione saranno effettuati direttamente, senza passaggi tra imprese subappaltatrici. Previsto anche l’aumento delle tariffe per i servizi straordinari del personale.

Non si tratta soltanto di cambiare attrezzature. L’obiettivo è rendere più controllabili le lavorazioni e ridurre i rischi in uno dei monumenti più visitati del mondo. Resta alla magistratura accertare eventuali responsabilità per la morte del giovane operaio.

La mobilitazione dopo la tragedia di settembre

Moretti stava lavorando all’impianto di illuminazione quando, nella notte tra il 22 e il 23 settembre, è precipitato nel vuoto. Dopo l’incidente i sindacati hanno chiesto la chiusura dell’area e avviato un confronto con il ministero, sostenuto dalla mobilitazione dei lavoratori.

Per la Cgil l’accordo risponde a condizioni operative contestate da tempo. Le sigle criticano anche la pressione a mantenere aperto il sito indipendentemente dalle difficoltà dei cantieri. La questione tocca un nodo delicato: conciliare la tutela dei lavoratori con la gestione di un monumento che accoglie ogni giorno migliaia di visitatori.

La richiesta: nuove tutele in tutti i siti archeologici

Ora la vertenza si allarga. Cgil e Fp Cgil chiedono regole più stringenti in tutti i luoghi della cultura, dai musei alle aree archeologiche, per dipendenti ministeriali e addetti delle ditte esterne. Tra le criticità denunciate ci sono turni pesanti, esposizione al clima estremo e rischi nelle manutenzioni. Il 3 novembre sarà dunque una ripartenza da verificare sul campo. Perché la sicurezza non si misura con le dichiarazioni dopo un incidente, ma con le procedure rispettate ogni giorno.

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