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Con rispetto parlando… di Ultimo non si butta via nulla: su Vinted in vendita pure la segnaletica del suo recente concertone!

I cartelli del piano di sicurezza del concerto di Ultimo a Tor Vergata sono comparsi in vendita su Vinted come oggetti da collezione. Il Campidoglio prepara un esposto alla Procura, sottolineando che la segnaletica era essenziale per il deflusso del pubblico e non semplice materiale promozionale. L’episodio riapre il tema della tutela delle infrastrutture nei grandi eventi.

Con rispetto parlando… di Ultimo non si butta via nulla: su Vinted in vendita pure la segnaletica del suo recente concertone!


Dopo il concerto record di Tor Vergata spuntano online i pannelli utilizzati per il deflusso del pubblico. Il Campidoglio prepara un esposto: “Non sono souvenir, ma dispositivi di sicurezza”

Da Tor Vergata a Vinted: il merchandising che nessuno aveva previsto

Dopo magliette, cappellini e vinili, arriva una nuova categoria di memorabilia dedicata a Ultimo: i cartelli del piano di sicurezza. Sembra una trovata satirica, invece è quanto sta accadendo sui portali dell’usato, dove sono comparsi in vendita alcuni pannelli utilizzati durante il gigantesco concerto del 4 luglio a Tor Vergata. Quelli che, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbero dovuto accompagnare centinaia di migliaia di spettatori verso le uscite, oggi vengono proposti come autentici pezzi da collezione.

C’è chi chiede poche decine di euro e chi, approfittando della febbre dei fan, avrebbe fissato prezzi ben più ambiziosi. Il principio, evidentemente, è quello del “non si butta via niente”. Peccato che, stavolta, non si tratti di un plettro lanciato dal palco o della scaletta autografata, ma di segnaletica pubblica destinata a garantire la sicurezza dell’evento.

Il Campidoglio passa alle vie legali

La vicenda ha irritato non poco Palazzo Senatorio. L’assessore ai Grandi Eventi, Alessandro Onorato, ha annunciato che il Comune sta raccogliendo segnalazioni e screenshot degli annunci comparsi online con l’obiettivo di presentare un esposto alla Procura di Roma.

Secondo il Campidoglio, quei pannelli non avevano un valore decorativo, ma costituivano parte integrante del piano di safety predisposto per gestire il deflusso di un evento senza precedenti per la Capitale. La loro rimozione potrebbe aver contribuito anche ai momenti di disorientamento segnalati da alcuni spettatori nelle ore successive al concerto.

Quando il souvenir diventa un problema

Tra gli oggetti comparsi online ci sarebbero anche i cartelli con i QR Code che indirizzavano il pubblico verso le diverse aree di uscita e i collegamenti con Anagnina e Giardinetti. Materiale che, almeno fino a poche ore prima, aveva una funzione ben diversa da quella di arredare la cameretta di un fan. Del resto, se tutto può trasformarsi in merchandising, il rischio è che il prossimo concerto richieda un servizio d’ordine anche per proteggere… la segnaletica! Perché una cosa è conservare il ricordo di una serata storica, un’altra è portarsi a casa ciò che serve a garantire la sicurezza di centinaia di migliaia di persone.

Ora saranno gli accertamenti della Procura a chiarire chi abbia rimosso i cartelli, come siano finiti sui siti di compravendita e se la loro sparizione abbia avuto conseguenze concrete sull’organizzazione del deflusso. Nel frattempo, il concerto dei record continua a far parlare di sé. Ma questa volta le canzoni – belle o brutte che siano – non c’entrano davvero nulla.