Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Corriere della Sera, 150 anni e non sentirli. Dopo Milano Cairo festeggia a Roma, le edicole un po’ meno

Corriere della Sera, 150 anni e non sentirli. Dopo Milano Cairo festeggia a Roma, le edicole un po’ meno

Il Corriere della Sera festeggia la sua lunga vita al Teatro Sistina con politici, giornalisti e attori. Una celebrazione prestigiosa sullo sfondo della crisi delle vendite dei quotidiani cartacei.

Corriere della Sera, 150 anni e non sentirli. Dopo Milano Cairo festeggia a Roma, le edicole un po’ meno

Al Teatro Sistina sfilata di politici, giornalisti e celebrità per il compleanno del quotidiano milanese. Mentre la carta stampata perde lettori, il giornale celebra il suo passato e scommette sul futuro digitale.

Centocinquant’anni e una gran voglia di spegnere candeline. Possibilmente senza soffiare troppo forte, perché la carta, di questi tempi, è piuttosto fragile. Dopo la Scala di Milano, Urbano Cairo ha portato al Teatro Sistina di Roma i festeggiamenti per il secolo e mezzo del Corriere della Sera. Un compleanno sontuoso per un’istituzione del giornalismo italiano, mentre nelle edicole il quotidiano di carta diventa una specie sempre più rara.

Tutti al Sistina, l’edicola può aspettare

Il parterre sembrava una seduta delle Camere con qualche incursione televisiva. Ignazio La Russa, Roberto Gualtieri, Francesco Rocca, Gianni Letta, Nicola Zingaretti e Gilberto Pichetto Fratin. Presenti anche i vertici della Polizia, Vittorio Pisani e il predecessore Lamberto Giannini.

E poi Lilli Gruber, Bruno Vespa con il braccio fasciato, Walter Veltroni e Maria Vittoria Brambilla. Non poteva mancare Paolo Mieli, due volte direttore del quotidiano, che dopo l’assenza alla festa milanese ha recuperato nella Capitale, raccontando la Roma della Dolce Vita.

Sul palco Serena Autieri e Luca Gaudiano, le letture di Edoardo Leo e Paola Minaccioni. Gran finale con Carlo Verdone, direttore per un giorno. Un incarico che, di questi tempi, potrebbe suggerire più di una commedia.

Meno copie, più candeline: il paradosso della carta

Mentre al Sistina si celebrava la gloriosa storia del giornale, fuori dal teatro i numeri raccontavano una realtà meno festosa. Secondo l’Agcom, nel primo trimestre 2026 le vendite dei quotidiani cartacei in Italia sono diminuite del 10% rispetto all’anno precedente e del 32,2% rispetto al 2022.

Luciano Fontana e Cairo hanno indicato nell’autorevolezza, nell’innovazione e nell’intelligenza artificiale le sfide del futuro. Il Corriere resta un protagonista dell’informazione italiana, ma il problema riguarda tutta l’editoria.Perché centocinquant’anni di storia meritano un brindisi. La vera impresa, adesso, sarà convincere qualcuno a comprare ancora il giornale al mattino. Magari senza aspettare il prossimo anniversario.

La nota stonata

C’è però un invitato che alla festa del Corriere della Sera rischia di restare fuori dalla porta: il giornalaio. Mentre al Teatro Sistina si celebra un secolo e mezzo di carta stampata, nelle strade di Roma le edicole stanno diventando una specie in via d’estinzione. Secondo alcune ricostruzioni, dalle circa 1.200 edicole del 2009 si sarebbe scesi a poco più di 450 nel 2025: una contrazione superiore al 60%, anche se i dati, basati su rilevazioni differenti, vanno considerati indicativi. Più omogenei i numeri di Unioncamere e InfoCamere: tra il 2019 e il 2023, nell’area di Roma e provincia, le localizzazioni commerciali del settore sono passate da 1.441 a 1.138, perdendo 303 unità, il 21% in appena quattro anni.

Le ricognizioni più recenti parlano di oltre 500 chiusure nell’arco di sette anni. A rendere sempre meno sostenibile l’attività sono il crollo delle copie vendute, i margini risicati, i costi di gestione e un ricambio generazionale praticamente inesistente. Sullo sfondo, il dato nazionale dell’Agcom: le vendite annuali dei quotidiani cartacei sono precipitate da 538 milioni di copie nel 2021 a 363 milioni nel 2025.

L’arte di arrangiarsi non basta

Qualche edicola prova a reinventarsi come libreria, presidio culturale o punto di servizi, mentre il Campidoglio studia formule per salvaguardare i chioschi superstiti. Ma la fotografia resta impietosa: i giornali festeggiano compleanni sempre più importanti, mentre i luoghi dove si comprano diventano sempre più rari. E forse, tra le tante personalità accorse al Sistina per applaudire Cairo, sarebbe stato interessante riservare una poltrona anche a un edicolante romano. Non per spegnere le candeline, ma per raccontare quanto sia difficile, ogni mattina, tenere accesa l’insegna.