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Tevere balneabile, Roma sogna la Senna: 400 milioni per tornare a fare il bagno nel fiume

Un investimento concreto sul futuro del Tevere con un piano di risanamento da 400 milioni di euro, di cui 130 già finanziati. L’obiettivo del Campidoglio è consentire la balneazione in alcune aree tra Ponte Milvio e Ponte dell’Industria entro il 2032.

Tevere balneabile, Roma sogna la Senna: 400 milioni per tornare a fare il bagno nel fiume

Il sindaco Gualtieri punta a restituire ai romani il loro iconico fiume in maniera completa

Per il momento ci nuotano soprattutto pesci coraggiosi e qualche bottiglia di plastica. Ma tra sei anni il Tevere potrebbe trasformarsi in una gigantesca piscina urbana. Roma insegue Parigi e sogna di restituire ai cittadini un fiume finalmente balneabile, archiviando decenni di scarichi, inquinamento e promesse finite regolarmente in acqua.

Il progetto, entrato nella fase operativa dopo un vertice in Campidoglio, vale 400 milioni di euro. Al tavolo il sindaco Roberto Gualtieri, le assessore Sabrina Alfonsi e Ornella Segnalini, i vertici di Acea e i rappresentanti delle istituzioni territoriali e scientifiche.

Centotrenta milioni per cominciare

La prima certezza riguarda i finanziamenti: 130 milioni già individuati, compresi 90 milioni degli investimenti Acea, 20 destinati al Parco Fluviale Lineare e altri 10 stanziati dal Comune. Il tratto interessato corre da Ponte Milvio a Ponte dell’Industria. Prima di indossare il costume, però, bisognerà intervenire su collettori, fognature, scarichi e depuratori. Insomma, un lavoro decisamente meno romantico di una nuotata al tramonto.

Il calendario prevede la mappatura degli scarichi entro il 2027, gli interventi strutturali tra il 2028 e il 2031 e l’apertura delle prime aree sperimentali alla balneazione entro il 2032.

Il sogno del sindaco e la prova dell’acqua

A vigilare sulla qualità del fiume saranno anche Arpa, Ispra e Istituto Superiore di Sanità. I dati confluiranno nella piattaforma digitale SIITA, consultabile dai cittadini.

Gualtieri parla di un progetto decisivo per restituire alla città un Tevere pulito e vivibile. Acea, guidata da Fabrizio Palermo, garantirà il proprio contributo industriale. Naturalmente, rendere balneabile il fiume non significa automaticamente trasformarlo in una spiaggia: serviranno controlli sanitari, sicurezza e autorizzazioni.

Dal cimento di Capodanno al bagno per tutti: il Tevere torna ai romani

Per decenni il bagno nel fiume capitolino è stato un privilegio riservato a pochi temerari, protagonisti del celebre cimento di Capodanno, quando il primo gennaio, dal Ponte Cavour, qualche coraggioso sfida il freddo e si lancia nelle acque del fiume, tra gli applausi dei romani. Un rito diventato leggenda, sospeso tra folklore, esibizionismo e una buona dose di incoscienza. Ma il progetto del Campidoglio promette di cambiare la prospettiva: domani, se gli obiettivi del 2032 saranno rispettati, godersi il fresco del Tevere potrebbe diventare un piacere accessibile a tutti, almeno nelle aree autorizzate e messe in sicurezza. Non serviranno più il coraggio di Mister Ok né il fisico di un tritone. Basteranno un costume, un asciugamano e, finalmente, un’acqua nella quale immergersi senza sfidare la sorte.