Nuove garanzie sull’assistenza sanitaria a Roma per gli iscritti al registro delle unioni civili, approvato dall’Assemblea capitolina. Un emendamento contenuto nella delibera, presentato dal consigliere radicale eletto nella Lista Civica Marino, Riccardo Magi, prevede infatti che “all’interno del territorio di Roma Capitale gli iscritti al Registro ai fini dell’assistenza sanitaria sono equiparati al parente prossimo”.
Tra gli altri emendamenti inseriti nella delibera che istituisce il registro unico per tutti i Municipi di Roma Capitale, spicca quello che prevede che “gli attestati delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero sono inseriti nel registro delle unioni civili”.
Al registro potranno iscriversi “le coppie formate da persone maggiorenni e conviventi di qualsiasi sesso, italiane o straniere, e che non siano legate tra loro da vincoli giuridici, che non facciano parte di un’altra unione civile e che non siano sposate, vincolo quest’ultimo che cade al momento dell’annotazione della separazione, senza quindi dover aspettare il divorzio”.
Per accedere ai servizi previsti sarà necessario dimostrare la coabitazione da un anno della coppia. Bocciata la proposta di cambio di nome del registro delle unioni civili in “registro delle convivenze”. Due emendamenti, presentati dal consigliere Gianluigi De Palo (Cittadini X Roma), prescrivono invece che se si è stranieri, per iscriversi bisogna presentare il permesso di soggiorno in regola, e che per l’iscrizione è necessario il pagamento, come avviene per il matrimonio, di una marca da bollo da 12 euro.
