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Cos’è la Slopaganda, l’ultimo inglesismo della politica: poca intelligenza, tanta artificialità

La propaganda esiste da sempre, ma oggi non ha più bisogno di tipografie, registi o apparati di partito. Bastano un comando scritto male, qualche secondo di elaborazione e un pubblico pronto a scambiare un delirio digitale per una visione politica. Anche se, nel caso di Vannacci, la differenza è sempre più sottile.

Cos’è la Slopaganda, l’ultimo inglesismo della politica: poca intelligenza, tanta artificialità

Non bastavano fake news, deepfake, fact checking, storytelling e spin doctor. Nel vocabolario politico entra la “slopaganda”, nuova etichetta anglosassone per indicare la poltiglia digitale prodotta dall’intelligenza artificiale e utilizzata per trasformare leader, miliardari e generali in eroi da cinepanettone imperiale.

Un’orgia di immagini che, alla fine, risulta una sbobba

L’italiano, lingua evidentemente considerata inadatta a descrivere la modernità, continua a importare parole inglesi per poi coniugarle, storpiarle e pronunciarle con sicurezza nei talk show. Attenzione che, dopo aver “postato”, “bannato”, “spoilerato” e “ghostato”, possiamo ritenerci tuttio pronti anche a essere sottoposti alla slopaganda.

Il termine nasce dall’unione tra slop, la brodaglia di immagini e video generati in serie dall’intelligenza artificiale, e propaganda. Il risultato è una comunicazione politica spettacolare, grossolana e immediata, nella quale non conta tanto convincere quanto occupare lo schermo.

Vannacci, dal generale al centurione da algoritmo

Tra i pionieri nazionali del genere c’è Roberto Vannacci, ormai impegnato a dimostrare che la caduta dell’Impero romano non fu definitiva, ma soltanto una pausa tecnica in attesa di Instagram. Nei video rilanciati sui suoi profili compare in tunica, seduto sul trono, mentre gli avversari politici vengono trascinati nell’arena e sottoposti al fatidico pollice verso.

Più che Giulio Cesare, sembra il protagonista di una pubblicità di materassi girata a Cinecittà con gli scarti del Gladiatore. Ma il generale digitale non si lascia frenare dal ridicolo: dove mancano le legioni, arrivano i prompt; dove non c’è un impero, basta applicare un filtro color bronzo.

Trump e Musk, i kolossal del narcisismo

Negli Stati Uniti Donald Trump ha trasformato queste immagini in una prosecuzione visiva dei propri comizi: santo, condottiero, guaritore e vincitore di guerre mai combattute. Elon Musk, invece, ha annunciato un’Odissea realizzata dall’IA e “storicamente accurata”, impresa non semplice per un poema con ciclopi, sirene e maghe che trasformano gli uomini in maiali.

La slopaganda ha successo perché costa quasi nulla, viaggia velocissima e offre a ogni leader una mitologia su misura. Non deve essere vera: deve soltanto piacere a chi è già disposto a crederci.