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Cultura, il dramma oltre la crisi. I musei sono vuoti, i teatri pure

Leggiamo meno libri, rinunciamo a concerti e ad andare al cinema. I dati di Federculture sono uno choc anche per il turismo: calano i visitatori, in un anno si sono perse 4 milioni di presenze. Numeri che non reggono il confronto con le altre capitali europee. Si salvano solo il Palazzo delle Esposizioni e le Scuderie del Quirinale. Tutti i dati di una grande opportunità mancata

Il più grande patrimonio archeologico del mondo, 200 siti culturali tra musei, monumenti, ed aree archeologiche, oltre a 157 teatri, migliaia di beni archeologici e architettonici vincolati, centinaia di biblioteche, ville e parchi storici: un’intero centro cittadino censito nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Un lunapark dell’arte che invece è sempre più il simbolo di una crisi che attanaglia un paese.

colosseo

Infatti se si valutano le performance dei nostri siti nel contesto internazionale, la Capitale è indietro rispetto alle grandi città Europee. I primi cinque musei a Roma in un anno totalizzano 3,6 milioni di visitatori contro gli oltre 25 di Londra, i 23 di Parigi, i 15 di New York. Il rapporto annuale di Federculture, presenta dati drammatici se guardiamo ai nuovi poli del contemporaneo romani, il Macro e il Maxxi, in un anno sono stati visitati complessivamente da 500mila visitatori. Numeri lontanissimi da quelli totalizzati dalle istituzioni d’arte internazionale delle grandi capitali europee e americane (Tate modern di Londra: 5,3 milioni di visitatori. Centre Pompidou di Parigi: 3,8 milioni. MoMa di New york: 2,8 milioni). Nessuna mostra romana, poi, è presente nella lista di quelle di maggior successo internazionale. L’esposizione “Dali’. Un’artista, un genio” al Vittoriano è stata visitata da 194mila persone e’ al decimo posto in una classifica di mostre internazionali più visitate.
Sul fronte musei comunali, nel 2012 quelli di Roma hanno registrato 1,5 milioni di ingressi circa, con un calo di visitatori del 6,3 per cento. Anche se, complessivamente, negli ultimi dieci anni i musei civici della Capitale hanno visto crescere del 75 per cento i loro visitatori, passati da 873mila a 1,5 milioni. Gli unici dati in in controtendenza dall’azienda Palaexpo, che controlla il Palazzo delle Esposizioni e le Scuderie del Quirinale e che nel 2012 ha visto aumentare i visitatori delle proprie esposizioni del 52 per cento.
Il Lazio si distingue per avere percentuali più alte di quelle nazionali nella fruizione di eventi culturali, anche se, tra il 2012 e il 2011, i residenti della nostra Regione sembrano aver rinunciato in particolare al teatro (-13,8%), ai concerti di musica classica (-25%), alle visite a siti archeologici e monumentali (-15,6%). Anche in questo caso nel paragone internazionale, per quanto riguarda l’attività teatrale Roma si dimostra meno attiva di Londra, New York, Parigi: in città si svolgono circa 14mila spettacoli teatrali l’anno con 2,2 milioni di ingressi contro i 26.600 spettacoli l’anno di Parigi che totalizzano 5,7 milioni di spettatori, per non parlare poi di New York dove si realizzano 43mila performance per 28milioni di appassionati spettatori. Un problema che affligge anche le risorse, sempre più esigue se si considera che in dieci anni il Comune di Roma ha dimezzato i fondi destinati alla cultura.