All’inizio sembrava un taxi come tanti, fermo davanti ai terminal dell’aeroporto di Fiumicino. Alla fine, però, i controlli delle forze dell’ordine hanno portato alla scoperta di una situazione ben diversa. Nel bagagliaio dell’autovettura sono stati trovati cinque panetti di hashish, corrispondenti a circa mezzo chilo di sostanza, mentre addosso al conducente sono stati rinvenuti 1.150 euro in contanti. La perquisizione si è poi spostata nella sua abitazione, dove sono stati sequestrati ulteriori 800 grammi di droga, un bilancino, materiale per il confezionamento e altri 19mila euro, per un totale di 20.150 euro e 1,3 chili di hashish da cui, secondo la stima degli investigatori, avrebbero potuto essere ricavate all’incirca 20mila dosi.
Dal taxi alla casa, la doppia scorta del tassista

A far scattare il controllo più approfondito sono stati i comportamenti e il nervosismo atipico dell’uomo durante una verifica dei Baschi Verdi del Gruppo di Fiumicino, i quali ritengono che il denaro e le dosi presenti tanto nel veicolo quanto in casa dell’uomo siano collegabili ad attività illecite. Proprio per questo, il tassista, già gravato da precedenti per uso di sostanze psicoattive, è stato arrestato con l’ipotesi di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari.
Si tratta, naturalmente, di un provvedimento adottato nella fase delle indagini preliminari, ma che si va ad inserire in un quadro del giro della droga capitolino piuttosto ampio. Stando all’ultimo bilancio annuale aggiornato e consolidato della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, ad esempio, solo nel 2024 nella città metropolitana si sono registrate ben 3.606 operazioni antidroga, quasi 8 tonnellate di sostanze sequestrate e oltre 4.000 persone segnalate per produzione, traffico e detenzione illegale. Al momento l’hashish, con le sue oltre 5,4 tonnellate, pesa maggiormente sui quantitativi intercettati, seguito subito dopo da marijuana e cocaina. E la cronaca delle ultime ore aggiunge un nuovo tassello.
Roma, la droga continua a muoversi tra stazioni e periferie
Proprio questa mattina, infatti, alla Stazione Termini la Polizia Ferroviaria ha sequestrato 7,812 chili di droga, suddivisi in 617 ovuli nascosti all’interno di 16 contenitori nel bagaglio di un 27enne incensurato, di origini nigeriane e regolarmente in Italia, arrestato a bordo di un treno AV diretto a Sud e condotto a Regina Coeli. Secondo la Questura, la sostanza, se immessa sul mercato, avrebbe avuto un valore superiore ad un milione di euro. A febbraio, invece, un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma ha portato a sette misure cautelari per un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, con il Tufello tra le aree maggiormente interessate dalle operazioni.

Successivamente, nel mese di marzo, la Questura ha effettuato sei arresti in diverse operazioni tra Termini, Ponte Lungo, Malatesta e Teano, dove sono stati sequestrati anche 8 chili di hashish. Per non parlare delle periferie, in particolare di Don Bosco, Porta Maggiore, Ponte di Nona, Tor Bella Monaca e Centocelle, dove le attività di contrasto hanno portato al sequestro di cocaina e hashish, con dosi confezionate e automobili utilizzate per nasconderle. Si tratta di episodi diversi tra loro, certo, ma che mostrano un fenomeno fortemente radicato e indicano come la droga continui a muoversi attraverso canali e modalità differenti tra stazioni centrali, piazze di quartiere, depositi improvvisati e carichi già imballati.
Dal piccolo spaccio ai patrimoni milionari: quanto vale il mercato della droga
Le indagini delle forze dell’ordine hanno inoltre restituito la dimensione economica raggiunta dal narcotraffico nell’Urbe. Nel corso del 2026, la DIA ha documentato anche sequestri patrimoniali milionari collegati a soggetti ritenuti coinvolti nel traffico internazionale. È quanto avvenuto alcuni mesi fa nelle province di Roma e Latina, quando beni per un valore di 10 milioni di euro, fra i quali figuravano società, immobili, automobili, gioielli e risorse finanziarie, sono stati sequestrati a un uomo ritenuto dagli investigatori ai vertici di un’organizzazione dedita al narcotraffico. A ciò si affiancano i recenti ritrovamenti della Questura di Roma, che dall’analisi del cellulare di uno spacciatore fermato a Spinaceto hanno fatto emergere un vero e proprio listino, con prezzi differenziati e sconti riservati ai clienti più assidui. Non un semplice passaggio di mano, dunque, ma un sistema di vendita organizzato, con una clientela fidelizzata e condizioni diverse a seconda della frequenza degli acquisti.
Insomma, sarebbe prematuro collegare il caso di Fiumicino alle reti di spaccio già individuate nella Capitale: le indagini dovranno chiarire da dove arrivasse quella droga e quale fosse la sua destinazione. Il quadro romano, però, racconta già di un mercato strutturato e tutt’altro che occasionale.

