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Dai segnali di Fumo alle onde tv. Fumone, il “gran rifiuto” del traliccio

Dai segnali di Fumo alle onde tv. Fumone, il “gran rifiuto” del traliccio
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IL CASO. Il terreno che ospita un’antenna da 80 metri è di proprietà del Vaticano. Il sindaco del paese famoso per Papa Celestino, si rivolge a Bergoglio per chiedere lo spostamento… o un indennizzo per il danno estetico
Dai segnali di Fumo alle onde tv. Fumone, il “gran rifiuto” del traliccio
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Dai segnali di Fumo alle onde tv. Fumone, il “gran rifiuto” del traliccio
Dai segnali di Fumo alle onde tv. Fumone, il “gran rifiuto” del traliccio

di Patrizio J. Macci

La vicenda ha i sapori dei corsi e ricorsi storici. Da una parte c’è il sindaco di un paese di poco più di duemila anime, dall’altra un gigantesco traliccio che ripete i programmi televisivi di alcuni canali televisivi nazionali. Fino a qui non ci sarebbe nulla di particolarmente eclatante, se il borgo non fosse Fumone, ubicato in provincia di Frosinone abitato da poco più di duemila anime e teatro nel 1295 della detenzione di Papa Celestino V dopo il suo “gran rifiuto”.
Il fazzoletto di terra che ospita il traliccio emettitore, viene definito “mostruoso” dal Sindaco Franco Potenziani eletto da una lista civica. Il terreno su cui giace l’antenna appartiene al Vaticano, quindi in maniera figurata è una proprietà del Papa in persona. La struttura in verità è brutta assai, svettando nei suoi quasi ottanta metri impalla il ricordo di quanto di bello si è apprezzato visitando i luoghi. Alla fine  -sostiene il Sindaco- quello che rimane nella memoria dei visitatori è la sua immagine, anche le guide turistiche si rifiutano di accogliere la località nel novero delle più prestigiose, a  causa del vulnus aperto nel suo cuore.
Per questo ha intrapreso una lunga battaglia legale ma nessuno vuole farsi carico di affrontare la spinosa questione. In sovrapprezzo bisogna aggiungere che la torre metallica, giacendo su un terreno di proprietà privata (il  Vaticano appunto), non porta un Euro bucato nelle casse del Comune. Allora ha deciso di rivolgersi direttamente a Papa Francesco contro il mostro, chiedendo lo “spostamento” del traliccio o, in ultima analisi, un risarcimento economico per il danno estetico subito. L’antenna sarebbe il mostro, il Pontefice viene invocato come una sorta di esorcista tecnologico.
La vicenda è a dir poco opaca nella richiesta finale. Una quantificazione del danno di immagine è peggiore della ferita stessa inferta dal pennone al territorio, (riesce difficile pensare che con le attuali tecnologie la torre non possa essere delocalizzata completamente o eliminata), perché significa svendere l’anima della bellezza al diavolo del dio denaro. Un pugno di euro in cambio di un diretto nell’occhio della bellezza paesaggistica. Fumone pare abbia avuto il suo nome dall’uso di inviare segnali di fumo nel caso dell’arrivo di nemici e invasori. Ora invia segnali televisivi ventiquattro ore al giorno. Da un punto di vista storico si può dire che ha mantenuto la sua funzione. A questo punto manca solo il “gran rifiuto” del Papa, ma nella concessione del risarcimento. Meglio accettare di vendere l’anima alla Rai che a un pugno di euro.