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Dall’agro pontino alla Capitale, il West Nile ridisegna la mappa dei contagi nel Lazio

Dopo il primo caso registrato a inizio luglio in provincia di Latina, il virus viene individuato anche nel territorio della Asl Roma 3: i casi autoctoni nella regione salgono a tredici, mentre proseguono monitoraggio e misure di prevenzione

Dall’agro pontino alla Capitale, il West Nile ridisegna la mappa dei contagi nel Lazio

Poche settimane fa il West Nile sembrava avere un epicentro ben definito: la provincia di Latina. Era lì che, all’inizio di luglio, era stato infatti registrato il primo caso autoctono dell’estate nel Lazio. Oggi, invece, i primi contagi accertati anche nel territorio della Capitale mostrano come la circolazione del virus interessi ormai un’area più ampia, pur rimanendo l’area pontina la principale zona di osservazione. In particolare, l’ultimo aggiornamento diffuso dalla Regione Lazio e dall’Istituto Spallanzani conferma due casi nel territorio della Asl Roma 3, che comprende numerosi quartieri tra cui Monteverde, Marconi, Portuense, Trullo, oltre alle aree di Ostia, Casal Palocco e Fiumicino.

Prevenzione e controlli: il Lazio monitora l’evoluzione del West Nile

Con i contagi registrati nell’area romana, il totale sale a tredici. La provincia di Latina continua ad essere quella con il numero più elevato di infezioni, otto in tutto, mentre un ulteriore caso è stato accertato nel Viterbese. Dal punto di vista clinico, sei persone hanno sviluppato la forma neuroinvasiva del virus, quella che richiede maggiore attenzione, mentre altre sei presentano sintomi febbrili. Un ulteriore contagio è stato individuato grazie ai controlli effettuati su un donatore di sangue, probabilmente asintomatico.

Dall’agro pontino alla Capitale, il West Nile ridisegna la mappa dei contagi nel Lazio
Tra tombini, aree verdi e corsi d’acqua, l’estate passa anche dagli interventi di prevenzione

Il bollettino conferma come il sistema di sorveglianza stia consentendo di individuare casi con manifestazioni molto diverse tra loro, da quelle prive di sintomi a quelle che richiedono un ricovero. Parallelamente, le autorità sanitarie hanno provveduto ad un potenziamento delle attività di monitoraggio già avviate. Nei giorni scorsi la Direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria aveva trasmesso indicazioni alle Asl, agli ospedali, ai pronto soccorso, ai medici di medicina generale e ai servizi veterinari, evidenziando la presenza di una circolazione virale e invitando a mantenere alta l’attenzione.

Il monitoraggio, poi, riguarda anche l’ambiente. Le analisi hanno individuato il virus in uno dei 77 campioni di zanzare esaminati, oltre che in un uccello rinvenuto nella zona di competenza della Asl e in un cavallo tra i territori delle Asl Roma 2 e Roma 5. Dati che contribuiscono a delineare il quadro della diffusione e orientano gli interventi di prevenzione. Nell’agro pontino, ad esempio, sono previste disinfestazioni larvali e trattamenti mirati contro le zanzare adulte nei luoghi più frequentati durante l’estate, come parchi, strutture sanitarie, residenze assistite e spazi che ospitano sagre, fiere ed eventi serali.

Con il caldo e le serate estive trascorse all’aperto, dunque, il monitoraggio verrà intensificato, almeno fino a settembre, con l’obiettivo di seguire l’andamento della circolazione del virus e intervenire tempestivamente dove necessario, senza modificare le normali abitudini della popolazione e ricordando l’importanza delle comuni misure di protezione dalle punture.