di Fabio Carosi
Ex An sull’orlo di una crisi di nervi. E questo perché la nascita di Forza Italia 2 e la possibilità che il leader Silvio Berlusconi possa essere costretto a fare un passo indietro, hanno rimesso la benzina nel motore degli azzurri. Scottati dalla batosta elettorale con Alemanno, si preparano per la campagna d’autunno.
Altro che Nuova Destra, unità con Storace e Orvieto. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it i “centristi romani sono sul piede di guerra, ben decisi a riprendersi quell’elettorato che non è andato a votare perché non contento dell’esperienza a guida Alemanno, additato dai più come colui che ha cancellato un’esperienza di governo che aveva spezzato l’egemonia della sinistra e archiviato il “modello Roma”.
Stanchi di vedere gli ex An fare “macelleria elettorale” con parentopoli e scandali, gli azzurri sono pronti a costruire un progetto politico per recuperare il ceto moderato, i cattolici e tutti coloro che non riescono a votare a sinistra. Neanche se Matteo Renzi pedala ai Fori imperiali insieme a Ignazio Marino.
Da giorni sta girando un foglio elettronico con una griglia: a sinistra ci sono i parlamentari e gli ex eletti nel centrodestra, nella colonna centrale i consiglieri regionali e la loro corrente e, a sinistra, i pochi consiglieri comunali sopravvissuti alla “mattanza del voto”.

La super lista del Pdl romano e laziale vede in testa Antonio Tajani senza corrispondenze locali. A seguire Gianni Sammarco che avrebbe alla Regione Lazio Giuseppe Cangemi e al Comune Marco Pomarici, Roberto Cantiani e Giordano Tredicine. Solo nel suo Laboratorio Roma il disastroso assessore alla Mobilità con Alemanno, ora al riparo alla Regione Lazio.
Squadra corta per il senatore Andrea Augello con Fabio De Lillo e il giovane Daniele Sabatini alla Pisana e il duo “rosa” Belviso-Mennuni al Campidoglio. Cortissimo il seguito di Francesco Aracri con il solo Adriano Palozzi al Consiglio. E poi i “senza parlamentari”, Luca Gramazio e Pietro di Paolo alla Regione e Giovanni Quarzo al Comune.
La griglia non è altro che la potenziale campagna acquisti che due parlamentari azzurri hanno in mente per ricostruire su Roma la politica moderata. Si parla con insistenza di Francesco Giro che proprio martedì ha preso le distanze dal gruppo ex An benedicendo la pedonalizzazione dei Fori, ma anche di Renato Brunetta che, con la vicenda della discarica della Falcognana è sceso sul territorio ed ha avvicinato i residenti del quadrante sud per nulla contenti della gestione Marino-Zingaretti.

Con loro a studiare campioni del voto e bluff elettorali, anche i resti dell’Udc e i centristi di Mario Baccini che mantengono un elettorato fidelizzato. Quindi i delusi da Alemanno come Visconti e Cochi, letteralmente spariti dalla scena politica. E poi La Destra di Storace. La lite in pieno Consiglio regionale con la superstar del voto Fabrizio Santori ha prodotto un raffreddamento dei rapporti tra il consigliere e il partito, ragion per cui Santori è indicato come il primo a cui proporre il cambio di casacca e il nuovo progetto. Storace lo ha capito e nel “pizzino” pubblicato sul sito martedì ha messo forse le mani avanti con un invito all’unità della destra: “Altrimenti resta Grillo. Forza Italia. L’astensione. E gli elettori malediranno i negatori della speranza”. Un messaggio anche per Alemanno che ad Orvieto tra poche ore dovrebbe dar vita ad un nuovo soggetto.
