di Fabio Carosi
Addetti delle agenzie di pompe funebri vestiti da infermieri che consigliano l’agenzia giusta. Anzi, di fronte ad un cadavere col volto scoperto, spiegano con dovizia di particolari le infinite agevolazioni che si possono avere facendo la “giusta scelta”. Una specie di codice mafioso, un comportamento da Chicago Anni ’20: solo che siamo nel 2014 e all’ospedale Casilino.
Il giorno dopo l’inchiesta di affarritaliani.it sull’inchiesta della Procura che stalla, sull’inerzia della Regione Lazio nel mettere ordine all’intero settore dei servizi mortuari, arriva il racconto choc. Chi scrive è Claudio Beranzoli, un uomo marketing del giornale del Vaticano, l’Osservatore Romano, che prende carta e penna e racconta ad Affaritaliani.it la sua dolorosa avventura in una città che sembra sempre più in mano ai gangester.
Ecco la lettera che lascia senza parole.
Buon giorno, mi chiamo Claudio Beranzoli, in relazione al duo servizio sul business del funerali del 14 ottobre 2014 volevo testimoniare cosa mi e accaduto il giorno 16 dicembre 2013 c/o l’ospedale casilino. Mio fratello Giampiero di anni 67 è deceduto il 16 dicembre, nel pomeriggio. Dopo pochissimo che era morto dalla sala di rianimazione è uscito un signore con camice BIANCO spingendo una barella con sopra il corpo di mio fratello coperto con un lenzuolo chiedendo a voce alta dei parenti di Beranzoli, io insieme alle mie nipoti abbiamo risposto. Questo signore che pensavamo fosse un infermiere ci ha detto di seguirlo nella camera mortuaria.
All’interno davanti a mio fratello (a viso scoperto) ci ha detto che era di una agenzia funebre e se gli davamo l’incarico ci avrebbe agevolato x l’Asl (una certa pratica che sinceramente non ho capito). Gli abbiamo risposto che avevamo già una nostra agenzia che si sarebbe occupata del funerale. Mi è sembrato contrariato, a quel punto mi sono un arrabbiato e lo pregato di uscire.
La mattina dopo arrabbiatissimo x quello che ci era successo mi sono recato c/o gli uffici dell’ospedale x cercare di parlare con il direttore ma haime mi hanno detto che non c’era e se dovevo fare un reclamo mi sarei dovuto recare negli uffici preposti. Non ho fatto nessun reclamo. Mi scusi dello sfogo ma penso che queste cose non debbano succedere”.
E che non debbano succedere se n’è accorto solo il Movimento Cinque Stelle che ha presentato una proposta di legge sul riordino del settore, facedo un’inutile pressing sulla Giunta Regionale di Nicola Zingaretti. Il racconto di una storia di mal governoè sul sito romano del Movimento. Basta leggere il riassunto per capire come un’amministrazione non dovrebbe mai operare.
CASO 4: LEGGE SULLE AGENZIE FUNEBRI
A fine novembre 2013 abbiamo depositato un’interrogazione per scoperchiare il delicatissimo tema del business mafioso nella gestione delle camere mortuarie. Si tratta di un settore che da decenni è in mano a 2 imprese che, nell’assoluta mancanza di normative e regole trasparenti, stanno speculando sul dolore delle persone che perdono un proprio familiare grazie alla connivenza di politici e amministratori.
L’interrogazione è molto delicata ma ha l’obiettivo di sensibilizzare la giunta Zingaretti e aprire una discussione sull’argomento, mai sollevato da nessuna forza politica.
Effettuiamo un accesso agli atti in una ASL, per raccogliere più dati per capire le dimensioni del fenomeno criminale e nelle settimane successive alla presentazione dell’interrogazione, realizziamo una serie di incontri “confidenziali” con membri della giunta e della maggioranza per lavorare ad un testo base di una legge che possa finalmente regolamentare tutto il settore. L’interesse politico è alto e il senso di responsabilità di ognuno sembra sincero.
Con questi interlocutori giungiamo all’accordo che nessuna forza politica si prenda il merito di promuovere la legge, essendo un lavoro condiviso: il MoVimento 5 Stelle ne discute a lungo con membri di punta della giunta Zingaretti e con loro effettuiamo un lungo lavoro di valutazione legislativa, riguardo ogni possibile problema di costituzionalità e legittimità.
Nel frattempo riceviamo informazioni e dettagli molto delicati da diverse fonti del settore funebre, che il M5S Lazio riporta direttamente alla Questura di Roma tramite un esposto. Chiediamo a Zingaretti di intervenire urgentemente, con la promulgazione di un decreto commissariale, giorni prima che esploda l’inchiesta con i conseguenti arresti. Dalla giunta nessuna risposta all’interrogazione o alle richieste di intervento del presidente.
Il 14 marzo 2014 esplode l’inchiesta “caronte” su tutti i giornali: 29 indagati, compresi politici e dirigenti ASL per corruzione, associazione a delinquere, associazione mafiosa e scambio politico elettorale (lo stesso 416 ter per il quale il parlamento ha recentemente abbassato le pene).
Lo stesso giorno che arriva il caso sulla carta stampata, Zingaretti (pur essendo stato informato della situazione ben 4 mesi prima) si affretta ad affermare pubblicamente la propria volontà di intervenire con un decreto urgente (violando quindi l’accordo con noi, secondo cui nessuna forza politica avrebbe messo la propria bandiera sulla legge).
Il MoVimento 5 Stelle non poteva fare altro che aspettare che la giunta emanasse il decreto urgente che sarebbe arrivato in commissione in parallelo alla proposta di legge alla quale abbiamo lavorato per diversi mesi.
Dalla giunta ci confermano una data per emanare il decreto. Poi ci arriva voce che Zingaretti in quella riunione “non ha fatto in tempo a firmare”.
Ci confermano un’ altra data, questa volta sicura.
Passa anche questa. Email, telefonate, solleciti. Nessuna risposta. Silenzio.
Informalmente scopriamo che servono ancora 2 settimane prima di una nuova data, nella quale Zingaretti dovrebbe firmare quindi ci appare chiaro che o sono intervenute pressioni (e ce ne sono di forti!) per bloccare questa legge o è solo semplice incompetenza ma quest’ ultima ipotesi, nonostante tutto, sembra essere la meno plausibile.
Arrivati a oggi diamo un ultimatum: o si fa finalmente il decreto senza ulteriori rinvii e reticenze o mercoledì presenteremo noi la legge, rischiando di persona.
Perché abbiamo capito che il MoVimento 5 Stelle, non avendo alcuna lobby o pressione alle spalle, è l’ unico soggetto politico nel Consiglio Regionale del Lazio che ha il coraggio di andare fino in fondo, mettendoci la faccia e rischiando le ritorsioni della mafia.
***Aggiornamento 22/04: a fronte della pressione dell’uscita di questo comunicato, ieri fra telefonate, mediazioni e SMS abbiamo appreso che la giunta Zingaretti sta correndo per firmare la legge prima che noi presentiamo la nostra. L’ultima notizia confermata ieri sera è che oggi stesso il presidente di tutti firmerà .
***Aggiornamento 23/04, ore 15.40: in corso riunione con Zingaretti. La firma sembra imminente..
***Aggiornamento 28/04/2014: il M5S ha presentato una proposta di legge. La maggioranza PD ha rinviato per settimane e non e’ ancora arrivata ad un testo finale.
