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Roma

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica – DDA, a Giancarlo Orsini, 47enne romano, pluripregiudicato, già detenuto per altra causa, individuato quale autore materiale dell’omicidio di Roberto Musci (cl. 1980), commesso a Roma - Casalotti il 23 gennaio 2014.
L'Orsini che si trovava agli arresti domiciliari in una villetta sita in un complesso residenziale di via Lazzati, fu assassinato a colpi di pistola da un individuo sconosciuto, travisato con un casco integrale e occhiali da sole che, presentatosi come ufficiale giudiziario, lo aveva attirato fuori di casa per poi freddarlo in strada con 6 colpi sparati in rapida successione alla testa e al torace. Il killer si era poi allontanato a bordo di uno scooter Yamaha Xcity con cui era giunto sul posto. Sebbene l’omicidio fosse avvenuto in assenza di testimoni, la scena veniva ripresa da una telecamera nascosta che il Orsini aveva installato all’esterno dell’ abitazione, le cui immagini, seppure non utili per l’identificazione del sicario, ne documentano la notevole freddezza e la rapidità di esecuzione dell’azione di fuoco, tipiche di un killer professionista. Tali  efferate modalità di esecuzione dell’agguato e il curriculum criminale della vittima inducevano sin da subito ad inquadrare il grave fatto di sangue come un regolamento di conti maturato in contesti di malavita organizzata.
Roberto Orsini, originario del quartiere Trullo, aveva infatti precedenti di polizia per traffico di stupefacenti e, nella sua abitazione, dopo l’omicidio, i carabinieri rinvennero un’ingente somma di denaro contante, preziosi e una pistola che egli  evidentemente deteneva per difendersi da possibili agguati [proprio sulla base dell’accertata pericolosità sociale del defunto e della sproporzione con i redditi dichiarati al Fisco, nel febbraio 2014, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro anticipato dei beni emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti degli eredi di Roberto Orsini che ha portato al sequestro della villetta ove l’uomo risiedeva, di 57 mila euro in danaro contante, nonché vari oggetti preziosi, il tutto per un valore complessivo stimato di circa 500.000 euro].
Le indagini sull’omicidio registravano una svolta significativa nel marzo scorso, grazie all’arresto di Massimiliano Leoni, 46enne del Trullo, sorpreso a commettere una rapina in un supermercato con uno scooter Yamaha Xcity risultato rubato alcuni mesi prima. Tale dato veniva sviluppato dai Carabinieri di via in Selci, in quanto si trattava dell’unico scooter di quel modello denunciato rubato in Roma negli ultimi tempi e pertanto poteva trattarsi dello stesso mezzo utilizzato per l’omicidio Orsini.
Tale approfondimento portava all’individuazione di Giancarlo Orsini, soggetto che in passato era stato controllato con Leoni e che nel marzo 2014 era stato arrestato dai Carabinieri di Monte Spaccato, in quanto trovato in possesso di due pistole semiautomatiche e vario munizionamento. Orsini veniva quindi sottoposto ad un ulteriore perquisizione domiciliare nel corso della quale, i Carabinieri del Nucleo Investigativo gli sequestravano materiale vario, tra cui numerosi occhiali da sole. Le armi e il materiale sequestrato all’Orsini sono stati quindi sottoposti ad accertamenti tecnici nei laboratori del RIS dei Carabinieri di Roma, ove sono state rinvenute due tracce biologiche appartenenti a Roberto Orsini su una pistola Taurus cal. 9 e su un paio di occhiali da sole.
Tale dato consente di sostenere che l’arma e gli occhiali in questione siano stati utilizzati dall’autore dell’omicidio che, avendo sparato a distanza ravvicinata, si è evidentemente sporcato con il sangue della vittima.

video killer professionista
 

Le risultanze preliminari del RIS, attualmente in fase di acquisizione come “prova” in sede di incidente probatorio richiesto dall’indagato e disposto dal GIP, rappresentano il principale elemento su cui si fonda la misura cautelare emessa a carico dell’Orsini, unito al fatto che la fisionomia di quest’ultimo risulta compatibile con le immagini del sicario riprese dalle telecamere di videosorveglianza e al fatto che la pistola Taurus sequestrata è dello stesso calibro di quella utilizzata per l’omicidio.
All’indagato è inoltre contestata l’aggravante di cui all’art. 7 della legge n. 203/91, ossia del delitto commesso con metodo mafioso, avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p., ciò in considerazione delle modalità feroci dell’agguato che risulta presentare le caratteristiche di un omicidio su commissione.
L’Orsini è attualmente recluso presso il carcere di Regina Coeli ove era già detenuto per altra causa.

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