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Roma


di Claudio Roma

E' la parrocchia-cassaforte del Vicariato di Roma, la prima per contribuzione costante e continua. Ma anche il santuario dei romani, la Madonna del Divino Amore non è immune dalla crisi economica. E ai debiti con privati e banche, ora si è aggiunto anche lo scandalo del nuovo rettore che è fuggito.
E il gossip dei fedeli si scatena. C'è chi dice che non sia tornato dalle vacanze per amore, chi invece è convinto che se ne sia andato con la cassa. La storia è breve: don Fernando Altieri, succeduto allo storico rettore don Fernando Silla, dal 25 agosto è uccel di bosco. Lui che aveva guidato l'assalto silenzioso ai Fori Imperiali, nel giorno della pedonalizzazione, per protestare contro la discarica nei pressi del santuario, dopo un anno di rettorato ha mollato la spugna e ha rassegnato le dimissioni dal prestigiosissimo incarico direttamente nelle mani del cardinal Vallini. E da allora si è reso irreperibile per chiunque, comprese le suorine del santuario che hanno scoperto la sua assenza nel giorno del rientro previsto dalle vacanze. Hanno atteso fuori dalla porta, poi preoccupate, hanno preso il passpartout e sono entrate nella sua camera-studio. Tutto in ordine, ma niente più vestiti e neanche il computer nel quale don Fernando custodiva la complessa situazione economica e gestionale del santuario.
Tra vecchio santuario e il nuovo, più la residenza religiosa della casa del Pellegrino e il centro sportivo efficientissimo, il Divino Amore è molto di più del luogo in cui i romani hanno chiesto la grazia di salvare la città dai bombardamenti tedeschi. Tra dipendenti, simpatizzanti, parrocchiani, affezionati e pellegrini che ogni giorno si recano alle messe, il santuario è una complessa macchina economica e sociale che dà lavoro a decine di persone direttamente e, attraverso il potente cirucito dei parrocchiani, ha trasformato l'anello di quartieri costruiti nel tempo, in piccole oasi a bassissima microcriminalità e locale e diverse occasioni di lavoro.
E dopo anni di crescita sotto la guida di don Silla (che più volte rifiutò la nomina a cardinale per rimanere al Divino Amore), ha conosciuto una stagione fiorente. Poi l'arrivo di don Fernando che ha subito affrontato due battaglie: quella contro la discarica e quella con i conti che non tornavano più. Sparito l'ultimo rettore, il gossip è impazzito. Tra i parrocchiani alla messa della domenica c'è chi raccontava di un filarino, un amorino innocente che avrebbe messo in crisi la vocazione del parroco che era assurto al soglio del santuario dopo un'esperienza in una parrocchia limitrofa. “Troppo elegante come prete – commentavano – forse più uomo che prete”. “Anche se fosse – ha replicato la fazione dei fedelissimi – si poteva perdonare. Ma perché fuggire come un ladro?”. E dal gossip sentimentale, prontamente smentito dai fatti, il passaggio alla “cassa” è stato veloce. E così la seconda voce che si è rincorsa nella tre giorni di festa parrocchiale, è stata quella del prete-ladro. Alla fine è arrivata la verità. Il solito bene informato che da sempre ruota intorno alla parrocchia e partecipa attivamente agli aiuti che il Santuario distribuisce ai più deboli, racconta di un don Fernando piegato dalle fatiche della gestione e dalle difficoltà di far quadrare i conti e l'armonia tra i diversi gestori dei servizi. Salute già difficile da tempo, don Altieri avrebbe meditato a lungo il gesto, trovando nel vicariato gli aiuti per chiudere un'esperienza troppo pesante. E ora l'hard disk con tutta la verità è sul tavolo del cardinale Vallini. Per ora dall'8 settembre il santuario è sotto la gestione di una commissario. Poi Dio provvederà.

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