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Dopo la manifestazione si scatena una bufera d’odio contro l’assessora Pratelli. Lei replica “Non mi farò intimidire” – VIDEO

Insulti sessisti, minacce e auguri di violenza sessuale sui social contro l’assessora capitolina Claudia Pratelli dopo la sua partecipazione alla manifestazione contro la remigrazione. Presentata denuncia alle autorità. Dal sindaco Gualtieri alla giunta, fino alle opposizioni, si moltiplicano i messaggi di solidarietà.

Dopo la manifestazione si scatena una bufera d’odio contro l’assessora Pratelli. Lei replica “Non mi farò intimidire” – VIDEO

Dal confronto politico agli insulti più violenti. È il clima che si è scatenato sui social nei confronti di Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, finita nel mirino dopo aver raccontato sui propri canali la partecipazione al corteo contro la remigrazione che si è svolto nella Capitale. Sotto il video pubblicato online sono comparsi migliaia di commenti. Tra questi, numerosi messaggi dal contenuto sessista e intimidatorio, con espressioni offensive e vere e proprie minacce che hanno spinto l’assessora a rivolgersi alle autorità competenti.

Pratelli ha scelto di rendere pubblica parte di quei messaggi attraverso un reel sui social, oscurando però i nomi degli autori. Da “Fai una sveltina che ti rilassa un po’” a “Attenti a girare per Roma, potrebbero succedervi cose spiacevoli”, frasi vergognose che ripropongono il tema delle donne impegnate nelle istituzioni quando vengono insultate, minacciate o umiliate per aver espresso liberamente le proprie idee.

La sua denuncia: “Non mi farete arretrare”

L’assessora ha spiegato di aver segnalato e denunciato i contenuti ritenuti più gravi, sottolineando come il problema vada ben oltre la sua persona. Secondo Pratelli, gli attacchi ricevuti riflettono una visione distorta del ruolo delle donne nello spazio pubblico e nelle istituzioni. Nel suo intervento ha evidenziato come l’utilizzo di linguaggi violenti, discriminatori e sessisti rischi di trasformarsi in uno strumento di intimidazione politica, con l’obiettivo di scoraggiare chi si espone pubblicamente su temi sociali e civili. Il messaggio lanciato dall’assessora è stato netto: nessuna intenzione di arretrare di fronte alle minacce e la volontà di proseguire il proprio impegno contro razzismo, discriminazioni, omotransfobia e violenza di genere.

Da Gualtieri alla politica, solidarietà bipartisan

L’episodio ha provocato una reazione trasversale nel mondo politico romano e laziale. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definito i messaggi rivolti all’assessora “intimidazioni inaccettabili” che superano ogni limite del confronto democratico. Parole di vicinanza sono arrivate anche da numerosi componenti della giunta capitolina, tra cui Ornella Segnalini, Monica Lucarelli e Pino Battaglia, che hanno evidenziato come il dissenso politico non possa mai trasformarsi in odio personale o minaccia.

Alla solidarietà si sono uniti inoltre esponenti del Consiglio regionale del Lazio, della presidenza dell’Assemblea capitolina e rappresentanti di diverse forze politiche, compresi esponenti dell’opposizione. Un fronte ampio che ha condannato senza esitazioni il ricorso a linguaggi sessisti e intimidatori. La vicenda riaccende così il dibattito sul crescente livello di aggressività che caratterizza il confronto sui social network e sul fenomeno dell’odio online contro le donne impegnate nelle istituzioni, un tema che continua a interrogare la politica e la società civile anche a Roma.