Conclusi in appena quaranta giorni i lavori intorno all’ospedale pediatrico del Gianicolo. Asfalto per le ambulanze, marciapiedi più sicuri, dissuasori contro la sosta selvaggia e una nuova fermata Atac tecnologica. Investimento da 300mila euro.
Una strada più sicura per ambulanze e famiglie
Meno vibrazioni per i piccoli pazienti trasportati in ambulanza, maggiore spazio per i pedoni e una viabilità finalmente più ordinata intorno al Bambino Gesù. Roma Capitale ha completato la riqualificazione degli accessi all’ospedale pediatrico del Gianicolo, uno dei punti più delicati e frequentati della città.
Il cantiere, finanziato con circa 300mila euro e coordinato dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici, si è concluso in quaranta giorni senza interrompere le attività sanitarie. Il nuovo assetto è stato verificato nel corso di un sopralluogo al quale hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessora Ornella Segnalini e i vertici dell’ospedale e di Atac.
L’intervento più significativo riguarda la rampa di accesso al Pronto Soccorso di piazza Sant’Onofrio. I sampietrini sono stati sostituiti con un fondo asfaltato regolare, capace di limitare scosse e sobbalzi durante il passaggio delle ambulanze. Riorganizzati anche gli spazi destinati alle automediche, mentre davanti all’ingresso è stato realizzato un nuovo posto riservato alle persone con disabilità.
Pensilina tecnologica e stop alla sosta selvaggia
È stata completamente rifatta anche la fermata degli autobus. Il marciapiede, consolidato e dotato di nuove canaline per lo smaltimento dell’acqua piovana, ospita ora una pensilina Atac di ultima generazione, del valore di circa 55mila euro.
I lavori hanno interessato complessivamente un tratto di un chilometro e mezzo tra via del Gianicolo e la Passeggiata del Gianicolo. In prossimità degli attraversamenti pedonali sono stati ampliati i marciapiedi, particolarmente affollati nelle ore di ingresso e uscita dall’ospedale.
Lungo la Passeggiata sono comparsi anche nuovi dissuasori, pensati per impedire i parcheggi irregolari che troppo spesso restringevano la carreggiata e rallentavano autobus e veicoli di soccorso. Una piccola rivoluzione urbana realizzata soprattutto di notte e nelle ore meno calde, per non interferire con il lavoro dell’ospedale e proteggere gli operai dalle temperature estive.

