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E’ ufficiale: Sting tornerà a Roma nel 2027. Alla Cavea uno dei più grandi autori di canzoni del Novecento

Il 2 luglio il musicista britannico sarà al Roma Summer Fest con il tour Sting 3.0. Un trio per rileggere i capolavori dei Police e della carriera solista.

E’ ufficiale: Sting tornerà a Roma nel 2027. Alla Cavea uno dei più grandi autori di canzoni del Novecento

Il successo di un artista non si misura soltanto con i dischi venduti o con i primi posti in classifica, ma soprattutto con la capacità delle sue canzoni di sfidare il tempo. Gordon Matthew Thomas Sumner in arte Sting, classe 1951, è uno di quei rarissimi musicisti che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica contemporanea. Il 2 luglio 2027 sarà nuovamente protagonista a Roma, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nell’ambito del Roma Summer Fest. Non una semplice celebrazione dei successi del passato, ma l’occasione per ritrovare dal vivo uno dei più straordinari compositori e autori di canzoni che il Novecento abbia regalato alla musica popolare.

E’ ufficiale: Sting tornerà a Roma nel 2027. Alla Cavea uno dei più grandi autori di canzoni del Novecento

Da McCartney a Randy Newman: il club dei fuoriclasse

Mettere Sting accanto a Paul Simon, Paul McCartney, Elvis Costello e Randy Newman – tanto per fare qualche nome – non è una provocazione. È riconoscere a Gordon Sumner un talento raro: costruire melodie memorabili senza sacrificare la complessità, raccontare sentimenti e inquietudini con testi che resistono al tempo. In lui convivono l’istinto pop, la raffinatezza del jazz, il ritmo del reggae e la tensione del rock. Senza che queste influenze diventino esercizio di stile.

Bastano pochi titoli: Roxanne, Message in a Bottle, Every Breath You Take. Poi Fragile, Englishman in New York, Russians. Brani diversissimi, accomunati da una scrittura riconoscibile fin dalle prime note. Non una semplice collezione di successi: un repertorio che ha contribuito a dare forma al pop contemporaneo.

Sting 3.0: nessun effetto speciale

Per il ritorno romano, l’ex leader dei Police sceglie la sottrazione della filosofia “less is more”. Con lui Dominic Miller, chitarrista e collaboratore di lunga data, e Chris Maas alla batteria. Il progetto Sting 3.0 ripensa i classici con la libertà del trio: meno strati sonori, più spazio alle canzoni e all’intesa fra i musicisti. E la mente non può che andare al terzetto originario dei Police.

Il trio delle meraviglie

I Police sono stati uno dei gruppi più innovativi e influenti della storia del rock, capaci di rivoluzionare il linguaggio della musica popolare tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli Ottanta, lasciando un’eredità che avrebbe continuato a farsi sentire per tutti gli anni Novanta e oltre. Tre personalità musicali straordinarie: Sting, voce, basso e principale autore; Andy Summers, chitarrista dalla sensibilità raffinata e sperimentale; Stewart Copeland, batterista dal talento ritmico fuori dal comune. Insieme hanno inventato un suono inconfondibile, mescolando l’urgenza del punk, le atmosfere della new wave, le pulsazioni del reggae e le sofisticazioni del jazz.

Cinque album in studio, da Outlandos d’Amour a Synchronicity, sono bastati per cambiare le regole del gioco. Pochissime band hanno saputo coniugare una simile ricchezza musicale con un successo planetario. E ancora meno sono riuscite a trasformare canzoni apparentemente semplici in autentici classici senza tempo. I Police non hanno soltanto interpretato un’epoca: hanno contribuito a definirne il suono.

Roma Summer Fest, un’estate da anniversario

Il concerto rientra nelle celebrazioni per i 25 anni dell’Auditorium. Nel programma del Roma Summer Fest 2027 figurano già Hayley Williams, Lynyrd Skynyrd, Tokio Hotel, Take That e Beth Hart. Un cartellone che attraversa generi e generazioni. Dopo una tournée segnata da sold out in cinque continenti, il britannico, vincitore di 17 Grammy Awards, arriva nella Capitale senza bisogno di dimostrare nulla. Eppure continua a rimettere mano alle proprie composizioni, come gli autori che non considerano mai concluso il dialogo con le loro opere.

Ma la serata del 2 luglio promette qualcosa di davvero speciale: ricordare che, prima dei palchi e dei Grammy, vengono le canzoni. E quelle di Sting hanno ancora moltissimo da dire.

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