Quando serviva una scheda telefonica pulita, la malavita sapeva a chi rivolgersi. Lo sportello dove trovare il necessario per depistare le indagini era un “normalissimo” negozio di telefonia situato nel quartiere “Appio – Latino” gestito da un 46enne romano.
Lo schema era semplice: in spregio alle più elementari norme di privacy, l’indagato utilizzava le generalità di ignari clienti che si erano recati in negozio per fare acquisti telefonici. Ai malviventi quindi forniva schede sicure, intestate a persone che non centravano nulla, oppure addirittura anonime o con nominativi inesistenti o di fantasia.
Tra i “clienti” nomi di spicco della criminalità organizzata romana ma anche nazionale: un meccanismo ben oleato che aveva consentito al titolare del negozio di fornire alla “clientela” migliaia di Sim Card utilizzate in occasione anche di grandi eventi criminosi, come accertato dalla polizia giudiziaria. Un giro d’affari che aveva coinvolto anche altre 3 società dealer di operatori telefonici, per un valore stimato dagli inquirenti di oltre 700mila euro.
Le società inquisite sono state sequestrate dagli uomini della Guardia di Finanza in seguito al provvedimento emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma Valerio Savio, il risultato di complesse e laboriose indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Roma e dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

