Con oltre 100 mila lavoratori in cassa integrazione e un aumento mensile di circa il 180% delle ore autorizzate, il Lazio si colloca al primo posto in Italia nella classifica delle regioni con gli aumenti maggiori di cig. I dati elaborati ed analizzati dalla Uil di Roma e del Lazio relativamente al mese di ottobre 2014.
“Uno dei mesi peggiori dall’inizio della crisi a oggi – commenta il segretario generale della UIL di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – Dopo i dati devastanti dello scorso settembre, con aumenti che soltanto nella Capitale superavano il 70%, speravamo, se non in un calo, almeno in una stabilizzazione della situazione. Invece, le cifre ci confermano purtroppo che la crisi è molto più strutturata: non a caso a crescere è soprattutto il numero delle ore di cassa straordinaria che nelle province raggiunge picchi spropositati”.
A Frosinone ad esempio le ore di cassa straordinaria passano da circa 300 mila a settembre a oltre 9 milioni nel mese di ottobre. Situazioni analoghe anche a Latina e Viterbo, dove a settembre le ore autorizzate di cig straordinaria erano pari rispettivamente a 13.637 e a 2.924 per raggiungere ad ottobre circa 157 mila (Latina) e circa 92 mila (Viterbo).
Fa eccezione la Capitale dove la cig straordinaria cresce soltanto del 6,1% rispetto al mese precedente, ma continua l’aumento esponenziale della cassa ordinaria che segna un +93,7%.
“Altre nuove crisi che continuano ad aprirsi nella Capitale – spiega Bombardieri – già lo scorso mese denunciavamo una città allo sbando, adesso la situazione è ulteriormente precipitata e coinvolge anche settori finora meno colpiti”.
Il riferimento è soprattutto all’artigianato dove le ore complessive di cig a settembre registravano un lieve calo e adesso raggiungono il più 230%. Incrementi elevati anche per il commercio (+228,5%), l’industria (+189,2%) e l’edilizia (+74%).
Non va meglio sul confronto annuo: rispetto a ottobre 2013 i lavoratori del Lazio in cassa integrazione sono aumentati di circa 45 mila unità e le ore di oltre l’80%, collocando così il Lazio tra le prime cinque regioni italiane ad aver subito l’incremento maggiore di cig anche su base annua.
“La mobilità dei dipendenti di moltissime aziende di Roma e della regione sono purtroppo l’esempio concreto di quanto riportano i numeri – conclude Bombardieri – Nel complesso, emerge un quadro fortemente problematico destinato a peggiorare se non si interviene immediatamente con politiche sociali serie e incentivi al lavoro, oramai sostituiti da licenziamenti collettivi e mobilità improvvise. Le ultime vicende del teatro dell’Opera, di Milano 90, di molti call center, la chiusura di alcune emittenti private e cronache locali costituiscono soltanto gli ultimissimi esempi di una città oramai al limite della sopravvivenza”.

