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Far West all’Alibi. Fermati in quattro. L’ingresso trasformato in tiro a segno

Il 15 febbraio scorso scaricarono i caricatori di tre pistole contro l’insegna e il muro d’ingresso della nota discoteca di Testaccio. Le indagini della Polizia partirono dalla segnalazione degli avventori del locale che avvertirono il 113 dopo aver visto almeno due persone sparare una decina di colpi verso il locale. A far fuoco furono due cugini di nazionalità italiana appartenenti ad una nota famiglia malavitosa della Capitale, che avevano appena avuto una violenta lite con il buttafuori

Sono complessivamente quattro gli arrestati dalla Polizia, nell’ambito dell’inchiesta avviata lo scorso 15 febbraio, quando alcune persone spararono colpi d’arma da fuoco contro la discoteca “Alibi” di Testaccio. All’origine dell’aggressione una lite con i buttafuori del locale

pistola polizia

La segnalazione del 113 riferì di come almeno 2 persone, presumibilmente italiane, avevano esploso una decina di colpi di pistola contro il muro sovrastante la porta d’ingresso del locale per poi allontanarsi subito dopo facendo perdere le loro tracce. Le indagini della Polizia hanno permesso di ricostruire la vicenda e gli agenti hanno identificato gli sparatori. Si trattava di due cugini italiani appartenenti ad una nota famiglia degli ambienti malavitosi.
All’origine della sparatoria una lite con i responsabili della sicurezza. Le indagini affidate agli agenti del Commissariato Trevi sono scattate immediatamente dopo i rilievi effettuati dal personale della Polizia Scientifica, che aveva recuperato ed esaminato alcuni bossoli e le ogive dei proiettili conficcati nel muro di ingresso e nell’insegna della discoteca. Grazie alle testimonianze raccolte da alcune persone presenti all’esterno del locale e dai filmati delle telecamere di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti ad identificare i responsabili e ricostruire la dinamica di quanto accaduto.
Dopo un rapido scambio di battute, le due persone allontanatesi hanno raggiunto la loro auto, dalla quale hanno prelevato due pistole e, tornati sul posto, hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco contro l’ingresso della discoteca, allontanandosi subito dopo. I due, identificati come i due cugini Sparapano Sirio 28enne e S.N., di 21 anni, nel frattempo si erano resi irreperibili. Il più giovane era già latitante, con una condanna ad un 1 anno e mezzo in seguito ad una rapina commessa a Guidonia.
Al fermo gli agenti sono arrivati dopo due episodi che hanno portato gli investigatori sulla giusta pista. Lo scorso 8 marzo un equipaggio della Polizia, nei pressi della Stazione Termini, è intervenuto per fermare un’aggressione nei confronti di una ragazza. Agli arresti è finito G. E., 23enne ex compagno della vittima. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di lesioni personali, tentato sequestro di persona e stalking. Con l’aggressore era stato fermato anche un amico, che, privo di documenti, aveva fornito alla Polizia false generalità: si trattava proprio di Sparapano Siro, uno dei due cugini destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere.
Nel prosieguo delle indagini gli investigatori hanno individuato nella zona di Tor Bella Monaca il possibile nascondiglio dell’altro cugino ricercato; e proprio nella serata di giovedì il giovane, S.N., è stato bloccato dai poliziotti. Il fermato era in compagnia di un amico, I.V., 22enne anch’egli già noto alle Forze dell’Ordine, che nascondeva nel proprio marsupio una pistola calibro 38, completa di caricatore e proiettili.
Sequestrate anche le armi dell’aggressione avvenuta in discoteca: una Glock calibro 40 ed una Beretta calibro 9.