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Favola per sempre ma senza lieto fine: gli Ultimi bocciano Tor Vergata

Il concerto di Ultimo entra nella storia ma lascia in eredità disagi legati a logistica e gestione del deflusso. Tor Vergata non supera la prova.

Favola per sempre ma senza lieto fine: gli Ultimi bocciano Tor Vergata
Fan al concerto di Ultimo

Il concerto di Ultimo a Roma è stato un successo di partecipazione, numeri, passione e indotto per la capitale ma lascia in eredità alcune ombre. La scelta della location, che avrebbe dovuto rivoluzionare il concetto di mobilità a Roma, non è pari alle attese. Disagi, tempi morti attese e rientri particolarmente complicati bocciano la Spianata di Tor Vergata, capace di accogliere 250.000 fan, ma non di gestirne il regolare deflusso.

Ultimo a Tor Vergata, i numeri da record: 90 milioni nelle casse di Roma

Favola per sempre ma senza lieto fine: gli Ultimi bocciano Tor Vergata

La Favola è nei numeri legati alle presenze e all’indotto. Quello di Ultimo è il più grande concerto a pagamento della storia della musica italiana. Si è rivelato, per indotto, una scommessa vinta: 250mila spettatori paganti, un primato assoluto, che supera il record di Vasco Rossi a Modena (225mila) e una porzione di Roma Est depressa trasformata in una città italiana di medio – grandi dimensioni. Sul piano economico, i livelli toccano cifre da evento internazionale: l’incasso è di circa 16 milioni di euro, valutabile sul prezzo medio dei biglietti (65 euro) moltiplicato per le presenze. L’indotto su Roma, secondo le prime stime, supera i 90 milioni di euro, spesi fra pernottamenti, ristoranti, servizi e trasporti. La macchina organizzativa ha generato anche 10mila posti di lavoro, fra produzione, sicurezza e servizi.

Il mancato lieto fine: caos e le difficoltà logistiche legate al deflusso

Favola per sempre ma senza lieto fine: gli Ultimi bocciano Tor Vergata

I numeri raccontano un successo, ma “Favola per sempre” è senza lieto fine. Il sogno si infrange con la realtà della Spianata di Tor Vergata: spaziosa ma evidentemente non ancora attrezzata per superare a pieni voti un esame così complicato. Passando in rassegna video, commenti e reazioni dei partecipanti la logistica non raggiunte la sufficienza. I presenti raccontano di lunghe camminate per raggiungere la metro e i parcheggi, la difficoltà nel trovare le navette, code che hanno paralizzato il traffico per l’intera area. Impossibile utilizzate i mezzi in sharing, non essendoci campo per potere accedere alle app tramite smartphone. C’è chi, costretto a rientrare a piedi,  ha raggiunto a notte inoltrata le stazioni metro “Anagnina” e  “Giardinetti”. I due nodi, sotto pressione e complice una frequenza (come sempre) diluita nei tempi della metro hanno smaltito il deflusso per (troppe) ore. Gli… ultimi fanno l’alba per lasciare la zona.

Le reazioni del Campidoglio: una lezione per il futuro

La “legacy” del concerto di Ultimo è abbastanza chiara: non basta riempire uno spazio per scrivere la storia. Roma ha enormi potenzialità a patto di trovare soluzioni adeguate al deflusso. Le istituzioni ne prendono atto. Il sindaco Roberto Gualtieri: “Tor Vergata ha dimostrato di essere un luogo con potenzialità enormi per ospitare grandi appuntamenti e questa esperienza ci consente di guardare con ancora più fiducia al futuro. Faremo tesoro delle segnalazioni ricevute e sappiamo che alcuni aspetti organizzativi e logistici devono e possono essere ulteriormente migliorati, a partire dalla gestione del deflusso del pubblico al termine dell’evento”. Gli fa eco Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma: “Nulla è scontato. So bene cosa si deve migliorare e mi dispiace per qualche disservizio che si è verificato. In un evento con così tante persone può capitare ma il bilancio è clamorosamente positivo”.