La prima partita di Giovanni Malagò alla guida della FIGC si chiude ai tempi supplementari. Il neo presidente della Federcalcio ha mantenuto la promessa ed è riuscito a chiudere il cerchio delle nomine di direttore tecnico della nazionale al limite della scadenza della settimana: il prescelto è Paolo Maldini, che nella sua nuova avventura in azzurro sarà affiancato da Leonardo.
Paolo Maldini direttore tecnico, Leonardo Advisor
La notizia è arrivata attraverso una nota pubblicata sul sito della FIGC. “Paolo Maldini ha accettato l’incarico di Direttore Tecnico della Federazione e svolgerà tale compito unitamente a Leonardo”, altro ex rossonero, che ricoprirà il nuovo di Advisor. Evidentemente è quello del brasiliano il “nome a sorpresa” che il presidente della federcalcio ha più volte ribadito durante la settimana. Al netto dei tempi, il progetto di Malagò è chiaro: il calcio italiano deve ripartire con un progetto che coniughi uomini di esperienza e credibilità riconoscibili e riconosciute da qualsiasi prospettiva si osservino. E la scelta appare oggettivamente inattaccabile.
Una scelta che abbina esperienza e personalità

Paolo Maldini direttore tecnico non è casuale: il suo nome era in cima alla lista della FIGC. Ha vinto tutto il vincibile con il Milan, scritto pagine indimenticabili, sebbene sfortunate, con la maglia della nazionale italiana, è stato un esempio di lealtà e correttezza in campo. Da dirigente ha riportato il Milan a vincere lo scudetto. Sullo spessore, poco da discutere: ha la personalità necessaria per mettere d’accordo commissario tecnico e nazionale con allenatori, giocatori e dirigenti del calcio italiano. Anche la scelta di Leonardo assume un significato preciso. Il brasiliano è stato un direttore sportivo di respiro internazionale e i due hanno spalle abbastanza larghe da poter reggere il peso di un impegno gratificante quanto gravoso.
CT: corsa a due fra Roberto Mancini e Antonio Conte

Trovato il direttore tecnico, serve anche il commissario tecnico. La corsa è ristretta a due ex commissari tecnici che per motivi diversi, hanno voglia di tornare a indossare l’azzurro. Antonio Conte vuole la rivincita dopo gli Europei 2016. Roberto Mancini l’Europeo del 2021 l’ha vinto, ma ha da farsi perdonare le dimissioni e la “fuga” in Arabia Saudita. Al netto dell’accaduto, l’ultimo commissario tecnico vincente della storia del calcio italiano ha la stima di Malagò che lo considera più adatto dell’ex allenatore del Napoli per un progetto a lunga scadenza. Altri punti a favore di Mancini: si accontenta di meno della metà dell’ingaggio di Conte, è più aziendalista e ha propensione ad allenare i giovani. Il passato, con queste premesse, può essere archiviato per Ragion di Stato calcistiche.

