L’ex sindaco concluderà il prossimo 24 giugno la detenzione iniziata a fine 2024 per una condanna definitiva legata al caso Mondo di Mezzo. Si chiude così un capitolo personale e politico che negli ultimi mesi aveva riportato il nome dell’ex sindaco al centro del dibattito pubblico romano.
La fine della detenzione è vicina
Per Gianni Alemanno è iniziato il conto alla rovescia. L’ex primo cittadino della Capitale lascerà infatti il carcere di Rebibbia il 24 giugno, data che segna la conclusione della pena detentiva legata alla condanna definitiva per traffico di influenze. A rendere possibile l’uscita anticipata è stata anche la conferma della riduzione di pena riconosciuta per le condizioni di detenzione. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha infatti respinto il reclamo presentato dall’amministrazione penitenziaria del Lazio, consolidando il provvedimento già adottato.
Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato della difesa, che ha accolto favorevolmente la decisione dei giudici, ritenendo infondate le contestazioni avanzate contro il beneficio concesso. “Finisce una tortura durata troppo tempo. Rebibbia addio”, questo il commento su Facebook dell’ex presidente della Regione Lazio Francesco Storace.

Dalla condanna a Rebibbia
La vicenda giudiziaria di Alemanno affonda le radici in uno dei filoni collegati all’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Pur essendo stato assolto dalle accuse più pesanti, tra cui associazione mafiosa e corruzione, l’ex primo cittadino era stato condannato in via definitiva a un anno e dieci mesi di reclusione per traffico di influenze.
Il 31 dicembre 2024 era arrivato l’ingresso nel penitenziario romano dopo alcune violazioni riscontrate durante l’esecuzione di una precedente misura alternativa alla detenzione.
I diari dal carcere
Durante i mesi trascorsi a Rebibbia, Alemanno ha scelto di raccontare la quotidianità dietro le sbarre attraverso una serie di “diari di cella” pubblicati sui social. Nei suoi interventi ha descritto la vita all’interno dell’istituto penitenziario romano, soffermandosi sulle difficoltà dei detenuti e sulle criticità dell’attuale sistema carcerario.

