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Fine vita, 13mila firme arrivano alla Regione: il Lazio chiamato a decidere su “Liberi Subito”

Oltre 13mila firme portano “Liberi Subito” dentro il Consiglio regionale del Lazio. La proposta sul fine vita punta a stabilire procedure e tempi certi per l’applicazione, nell’ambito sanitario regionale, delle condizioni già individuate dalla Corte costituzionale. Ora scattano le verifiche formali e poi il confronto politico alla Pisana.

Fine vita, 13mila firme arrivano alla Regione: il Lazio chiamato a decidere su “Liberi Subito”

Consegnate al Consiglio regionale le sottoscrizioni per la proposta di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni. L’obiettivo è fissare procedure e tempi certi per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria nei casi previsti dalla Corte costituzionale.

Il tema del fine vita entra ufficialmente nell’agenda del Consiglio regionale del Lazio. Sono più di 13mila le firme depositate il primo ottobre a sostegno di “Liberi Subito”, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni. La raccolta, partita ad aprile con un obiettivo di 10mila adesioni, ha quindi superato la soglia inizialmente fissata dai promotori.

Non nuovi diritti, ma regole per applicarli

Il punto centrale della proposta non è introdurre un nuovo diritto al suicidio assistito, ma disciplinare l’organizzazione del servizio sanitario regionale nei casi già individuati dalla giurisprudenza costituzionale.

Il testo punta in particolare a definire procedure, verifiche e tempi entro i quali le strutture sanitarie devono esaminare le richieste. Sono previsti una commissione medica multidisciplinare, il coinvolgimento del Comitato etico e la definizione delle modalità di attuazione insieme al paziente. Le prestazioni previste dalla procedura sarebbero a carico del sistema sanitario regionale.

Marco Cappato ha sollecitato il Consiglio regionale a garantire tempi certi, sostenendo che chi si trova nelle condizioni previste dalla Corte costituzionale non dovrebbe essere costretto ad attendere mesi o anni per ottenere una risposta.

Ora parte l’iter alla Pisana

Il deposito delle firme apre adesso la fase istituzionale. L’Ufficio di Presidenza avrà 60 giorni per verificarne la regolarità formale. Superato questo passaggio, la proposta sarà assegnata alla commissione consiliare competente, dove i promotori potranno illustrarne contenuti e finalità. Successivamente il testo dovrà approdare in Aula. Le proposte di iniziativa popolare godono di una procedura specifica e il Consiglio regionale è chiamato a deliberare entro sei mesi dall’assegnazione alla commissione competente.

La discussione si annuncia politicamente e culturalmente delicata. Ma dopo le 13mila firme raccolte, il tema non è più soltanto quello della mobilitazione: toccherà ora al Consiglio regionale del Lazio confrontarsi sul merito della proposta e sulle competenze della Regione in materia sanitaria.