Sette giorni di attesa. Sette giorni per ripensare a una carriera politica che potrebbe essere cancellata con un colpo di spugna da parte del giudice. Per Franco Fiorito si apre la settimana più lunga, quella in attesa della sentenza del Giudice per le indagini preliminari che dovrà pronunciarsi in merito agli scandali della sottrazione dei Fondi destinati alla cassa regionale del Partito del Popolo della Libertà.

La Procura di Roma, rappresentata dal Pubblico Ministero Albero Pioletti, ha infatti chiesto per l’ex tesoriere una condanna “esemplare”: cinque anni di carcere e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il “Batman” di Anagni secondo l’accusa, Fiorito avrebbe dirottato su alcuni conti, in Italia e all’estero, circa un milione e 400mila euro dei fondi destinati al gruppo del Popolo della Libertà alla Pisana.
Il 27 maggio la sentenza. Fiorito, tramite il suo avvocato, il giudice Carlo Taormina, aveva annunciato due settimane di volere restituire il milione di euro alle casse regionali. Il processo che si svolge con rito abbreviato davanti al gup Rosalba Liso, ha ricostruito il sistema di erogazione della somme e gli accordo politici che regolavano l’attribuzione dei fondi rispetto alle cariche ricoperte.
