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Fiumicino, “No a una piazza per Giacomo Matteotti, è divisivo”

Il consiglio comunale a guida centrodestra respinge la mozione dell’opposizione. Il sindaco Baccini: “Le istituzioni devono unire”. Ma dopo le polemiche per i via libera a Ramelli e alle vittime delle Foibe, spunta la controproposta (senza la parola “fascismo”)

Fiumicino, “No a una piazza per Giacomo Matteotti, è divisivo”

La memoria storica accende il consiglio comunale di Fiumicino e scatena la bagarre politica. La maggioranza di centrodestra ha bocciato la proposta dell’opposizione di intitolare una piazza o un parco a Giacomo Matteotti, proprio in occasione del centenario del ritrovamento del cadavere del deputato socialista, assassinato dalle squadracce fasciste nel 1924.

Una decisione che ha immediatamente surriscaldato gli animi, provocando la dura reazione delle minoranze e aprendo un caso politico che varca i confini del comune laziale.

La linea del sindaco Baccini: “No a contrapposizioni”

A spiegare le ragioni del “no” è stato lo stesso sindaco, Mario Baccini, che ha blindato il voto della sua maggioranza: “Il Consiglio ha scelto di non approvare la mozione ritenendo che il ricordo di una personalità debba rappresentare un momento di condivisione istituzionale e non di contrapposizione politica.Le istituzioni hanno il dovere di unire, non di dividere, soprattutto quando richiamano figure che appartengono alla coscienza civile del paese“.

Pur riconoscendo in Matteotti “una figura di altissimo rilievo che pagò con la vita la denuncia delle violenze del fascismo”, la linea della giunta è rimasta ferma.

L’attacco dell’opposizione: “Due pesi e due misure”

Parole che hanno fatto saltare sulla sedia l’opposizione (Pd, Lista civica Ezio sindaco, Sinistra Italiana), che accusa il primo cittadino di parzialità. Nel mirino dei progressisti sono finite le recenti scelte toponomastiche del Comune: lo scorso aprile Fiumicino ha infatti intitolato un parco pubblico a Sergio Ramelli (il giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da Avanguardia Operaia) e, a febbraio dello scorso anno, ha dedicato il molo nord alle vittime delle Foibe.

“Ricordare Giacomo Matteotti dovrebbe rappresentare un patrimonio comune e non un terreno di divisione politica”, replicano i consiglieri di minoranza. Durissimo anche l’affondo di Michela Califano, consigliera regionale del Pd: “Quella di oggi è l’ennesima brutta pagina scritta da questa amministrazione. Definire Matteotti un personaggio divisivo, dopo aver intitolato un parco a Ramelli e una banchina alle vittime delle foibe, è una palese contraddizione. Siamo di fronte a una destra becera e approssimativa che gestisce la cosa pubblica senza guardare alla storia”.

Il colpo di scena e la controproposta “soft”

La pressione politica e mediatica ha però spinto il centrodestra a una parziale retromarcia. A poche ore dal voto è arrivato il colpo di scena: il sindaco Baccini ha annunciato che nei prossimi giorni la maggioranza presenterà in Aula una propria controproposta per “valutare l’intitolazione di un luogo pubblico a Matteotti”.

Il caso però non è chiuso, anzi si arricchisce di un nuovo giallo ideologico. Nel testo che il centrodestra si appresta a presentare, la parola “fascismo” scompare del tutto. Il deputato socialista viene infatti tratteggiato come “un esempio di integrità morale e coraggio civile”, ma viene completamente omesso il contesto storico della sua morte e la sua battaglia contro il regime di Mussolini.