Semplificazione, un rapporto più diretto e trasparente con i cittadini, zero aggio e la costituzione di un Comitato etico super partes: queste le novità introdotte dal nuovo servizio di Roma Capitale per la riscossione di multe e tributi. Dal primo luglio, infatti, terminano tutte le concessioni dei Comuni ad Equitalia e, a seguito di un referendum online in cui l’88% dei votanti si è detto favorevole, il 2 maggio scorso la Giunta ha approvato la delibera che prevede l’internalizzazione del servizio.
Roma Capitale, con il supporto della società AequaRoma, diventerà interlocutore unico in tutte le fasi di gestione della riscossione attraverso l’incremento degli sportelli fisici, un call center dedicato e l’implementazione dei sistemi tecnologici innovativi.
Attraverso l’incrocio delle banche dati, sarà inoltre possibile individuare, per ciascun contribuente, gli eventuali crediti tributari esistenti e compensarli con gli importi accreditati da riscuotere.
L’innovazione più importante riguarda l’aggiunta di “una serie di norme che sono più flessibili di quelle applicate fino ad ora da Equitalia – ha sottolineato il sindaco Gianni Alemanno – alzeremo tutti i tetti per eventuali interventi di carattere coercitivo in modo da proteggere le fasce sociali più esposte”. Dagli attuali 20 mila euro per l’iscrizione di ipoteca e l’espropriazione immobiliare, si passerà ad un minimo di 30 mila e, nel caso di abitazione principale, si arriverà fino a 50 mila euro. Il nuovo sistema di riscossione prevede inoltre uno snellimento delle procedure di concessione delle rateazioni ed un aumento del limite massimo fino a 100 rate.
Seguici su
Il servizio di riscossione dei tributi è stato internazionalizzato dal Comune. Dal primo luglio, infatti, terminano tutte le concessioni. Roma Capitale, con il supporto della società AequaRoma, diventerà interlocutore unico
