Secondo l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato vi sono delle centrali che riciclano, pagano i predoni e dopo qualche mese ci rimettono sul mercato gli stessi materiali che erano stati rubati. LA GALLERY
Decine di milioni di euro di danni all’anno, per i clienti e per i pendolari, sopratutto perché i furti di rame avvengono di notte e i primi treni che vengono colpiti sono quelli della mattina. Quello dei predoni dell’oro rosso è un fenomeno che colpisce particolarmente il Lazio. I dati stilati dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che lancia l’allarme: “Dietro ai furti c’è la mano delle criminalità organizzata”.
Per combattere il fenomeno Fs sta sperimentando nuove tecnologie: “Sostituendo il rame con altri materiali, alluminio e acciaio, e stiamo cercando di collocarli in luoghi meno accessibili, invece che a terra sui pali. Non sono quattro cristi a tagliare i fili – ha denunciato Moretti – ci sono delle centrali che riciclano, che pagano queste persone e dopo qualche mese ci rimandano i nostri materiali che erano stati rubati. Il problema quindi è quello di insistere ancora di più con il coordinamento per prevenire i furti con squadre di vigilanza sulle linee, che noi stiamo mettendo in campo, ma occorre anche dare qualche esempio forte di intervento punitivo a coloro che organizzano questo traffici”.
“Il fenomeno ha una caratterizzazione particolare – ha dichiarato il capo della Polizia di Stato Alessandro Pansa – coinvolge molti paesi, con operatori che si muovono sia a livello legale che illegale. È il frutto di una criminalità itinerante internazionale, che colpisce lasciando un vuoto enorme nelle strutture. Necessarie – secondo Pansa – iniziative per evitare che il rame sia preso e riutilizzato, ci vuole un sistema per difendere chi lavora con il rame per evitare che diventi ricettatore. È sempre preferibile che siano le stesse aziende a dotarsi di regole interne, regole forti e di trasparenza che impediscano loro di diventare consciamente o inconsciamente ricettatori”. Per far capire il problema, il Capo della Polizia usa una metafora: “Il detto ‘pecunia non olet’ è stato superato, il rame invece olet. Ci vuole un meccanismo di regole di trasparenza, perché la trasparenza è economicamente conveniente”.
“C’è un danno enorme che arriva dall’azione di una sorta di organizzazione criminale che fa ricettazione di questo materiale – ha denunciato Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel – Noi cerchiamo dove possibile di sostituire il rame con l’alluminio, ovviamente non in tutti i tratti. Non lo abbiamo fatto prima perché il rame è un conduttore migliore, e per ottenere lo stesso risultato di stabilità della rete, ci vogliono soluzioni tecnologiche, che ora cominciano a essere disponibili, ovviamente non su tutti i tratti. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi sul problema, il convegno di oggi lo dimostra, tutti insieme, Ferrovie, Polizia, Carabinieri, perché finora abbiamo avuto circa 5000 furti”.

