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Giochi erotici con bondage nel garage. Soter Mulè condannato a 4 anni e otto mesi

Giochi erotici con bondage nel garage. Soter Mulè condannato a 4 anni e otto mesi
Eros pornografia e cultura
Nella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2011, in un garage di Settebagni la studentessa pugliese Paola Caputo perse la vita durante una seduta con la tecnica del legamento nello stile “shibari”. L’imputazione è stata derubricata da omicidio preterintenzionale in “lesioni colpose e omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento”. LA GALLERY
Giochi erotici con bondage nel garage. Soter Mulè condannato a 4 anni e otto mesi
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Giochi erotici con bondage nel garage. Soter Mulè condannato a 4 anni e otto mesi
Giochi erotici con bondage nel garage. Soter Mulè condannato a 4 anni e otto mesi

di Sergio Maria Finzi

Ricordate la morte di Paola Caputo? La studentessa pugliese vittima di un gioco erotico in un garage di Settebagani insieme all’ingegnere e maestro di bondage Soter Mulè? Ebbene, a più di un anno e mezzo di distanza dal quel tragico evento che anticipò di gran lunga i giochi erotici delle trilogia delle “sfumature”, per l’uomo che non riuscì ad evitare lo strangolamento della ragazza, è arrivata la condanna.
Quattro anni e otto mesi di reclusione. Questa la condanna inflitta con rito abbreviato dal gup Giacomo Ebner nei confronti del 45enne ingegnere Soter Mulè,deceduta per asfissia la notte tra il 9 e il 10 settembre 2011 nel corso di quella che poi si è saputo essere una pratica spesso in uso nella densa comunità romana che al sesso aggiunge porzioni di erotismo delle discipline orientali e non solo. Tutto avvenne all’interno di uno squallido garage di un palazzo affittato in parte dall’Agenzia delle Entrate e in parte dall’Enav in via di Settebagni.

In contestazione anche l’aver mandato in coma un’altra ragazza, amica della vittima, che si era fatta legare secondo la pratica dello shibari. Il gup ha condannato Mulè, assistito nel giudizio dagli avvocati Antonio Buttanio e Luigi Di Majo, per lesioni colpose e omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento, derubricando così l’originaria imputazione di omicidio preterintenzionale formulata dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto Maria Letizia Golfieri.
Il gup ha così ribadito l’orientamento del gip e poi del tribunale del Riesame, secondo i quali il fatto contestato al 45enne ingegnere andava qualificato come omicidio colposo in virtù del consenso fornito dalle due ragazze alla pratica erotica. La Procura era invece convinta che il contesto in cui si era svolto il “gioco” fosse stato in qualche modo illecito, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di alcun consenso e non sarebbe giustificabile la presenza di strumenti per soccorrere i partecipanti al gioco.