L’Auditorium Ennio Morricone ha ospitato la cerimonia di presentazione della centodecima edizione del percorso della corsa rosa che si apre e si chiude a Roma. Il prossimo 30 maggio è previsto il grande arrivo con l’ultima tappa all’ombra del Colosseo: nona volta nella storia nella Capitale, quinta negli ultimi cinque anni.
Il Giro d’Italia: 2,1 miliardi di indotto, Roma ha numeri da record
La corsa rosa va ben oltre il significato sportivo: l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia, secondo gli studi economici, rappresenta uno straordinario acceleratore economico, fra promozione territoriale e indotto. Tenendo in considerazione l’afflusso e i consumi del pubblico nel giorno della gara, le prenotazioni nelle strutture ricettive che variano da una a due notti, si raggiunge quota 2,8 di moltiplicatore. Tradotto in soldoni, perché di questo si tratta, ogni euro investito ne genera quasi tre. In una città come Roma, rappresenta uno degli appuntamenti con il maggiore ritorno economico. La sola tappa conclusiva nella Capitale produce, nel 2026, una ricaduta superiore ai 60 milioni di euro. Quanto basta per tenersi stretto, come sottolinea l’assessore allo sport, al turismo e ai grandi eventi di Roma Capitale, un evento che si lega profondamente anche alla giunta Gualtieri.
La promessa di Onorato: “Se Gualtieri vincerà, continueremo con questa abitudine”

Onorato rilancia la sfida: “Sono passati cinque anni, da quando andai in avanscoperta a Milano per incontrare il presidente Cairo e convincerlo a portare il Giro d’Italia a Roma. Ci prendevano per pazzi, considerando il disastro delle precedenti edizioni”. Il riferimento è al 2018, quando l’ultima tappa del Giro d’Italia fu ridotta e stravolta a causa delle pessime condizioni del manto stradale. Anni dopo, molto, se non tutto, è cambiato. “Oggi il grande arrivo del Giro d’Italia è una best practice. Oltre alle grandi ricadute economiche, è uno stimolo ulteriore a migliorare la qualità della manutenzione delle strade della città. Siamo riusciti a fare entrare nell’immaginario collettivo del paese che l’arrivo del Giro d’Italia debba essere a Roma. E se Gualtieri vincerà le prossime elezioni, continueremo questa buona abitudine. ”.
La città degli eventi costa: “Siamo fiduciosi, investimenti ampiamente recuperati”

60 milioni di indotto sul territorio lo scorso anno. Si spera di incrementare il fatturato. Onorato è ottimista in virtù dei numeri: “Il Giro d’Italia ha contribuito in maniera decisiva alla modifica delle statistiche sui turisti a Roma. Prima la permanenza media è di 2,3 giorni. Oggi è di 4,1 giorni”. Raddoppiata. Un dato che secondo l’assessore non è casuale. “È un approccio scientifico: per il patrimonio archeologico monumentale, la permanenza si calcola in due o tre giorni. Se si aggiungono nel weekend concerti, sfilate, grandi eventi sportivi si creano le condizioni per trattenere più a lungo i turisti e garantire un maggiore indotto. E sicuramente l’investimento è recuperato”. Il giro produce ricchezza per la città, ma non per i cittadini: questa è la tesi più sostenuta dai detrattori. Onorato osserva da un’altra prospettiva. “La grande bellezza di Roma è un messaggio al mondo. Da anni il Giro fa parte della quotidianità dei romani. Crea sì qualche disservizio, ma per quanto produce questo evento ce lo teniamo stretto e con grande orgoglio”.
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