Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Giuli e il caso auto blu: il ministro è di nuovo nel vortice

Giuli e il caso auto blu: il ministro è di nuovo nel vortice

Il Mic e il ministro vivono un momento complicato, dopo le polemiche della Biennale, il grande “freddo” con Buttafuoco e quello con Palazzo Chigi.

Giuli e il caso auto blu: il ministro è di nuovo nel vortice

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, torna nell’occhio del ciclone. Dopo settimane segnate da licenziamenti nello staff, tensioni interne e scontri politici, far discutere è anche il caso delle auto blu “secretata” assegnata alla capa di gabinetto del Ministro, Valentina Gemignani. Una vicenda che si intreccia con il dossier Biennale di Venezia e alimenta le critiche dell’opposizione sulla gestione di un dicastero che non ha avuto troppa fortuna in questa legislatura.

Il caso dell’auto blu: accesso negato ai sindacati, scoppia la polemica

A sollevare il caso delle auto blu, i  sindacati Cisl Fp, Flp e Confsal-Unsa che hanno chiesto di visionare la documentazione relativa all’utilizzo dell’auto di servizio assegnata alla capa di gabinetto del Mic. L’obiettivo? Verificare il corretto impiego di un bene pubblico. La risposta è stata negativa: econdo gli uffici del Ministero della Cultura, rendere noti gli spostamenti violerebbe la privacy della dirigente. Una motivazione che i sindacati contestano apertamente. È arrivata, inevitabile la richiesta di riesame con tanto di precisazione ad hoc: l’obiettivo non è conoscere gli spostamenti personali della dirigente, quanto verificare esclusivamente il corretto utilizzo delle risorse pubbliche. La vicenda ha ormai assunto una dimensione politica ed è arrivata anche alla Camera, dove è stata aperta un’inchiesta conoscitiva con tanto di interrogazione da parte del deputato del Pd, Irene Manzi.

Il Mic tra licenziamenti, Biennale e scontri politici

Giuli e il caso auto blu: il ministro è di nuovo nel vortice
Il ministro della Cultura, uno dei più discussi della legislatura Meloni

Al netto di cosa riserverà l’interrogazione, l’unica certezza è che questo caso arriva in un momento già abbastanza delicato per il Ministero della Cultura. Il recente “repulisti” nello staff ha riacceso le indiscrezioni sulle tensioni con Palazzo Chigi. In particolare, sembra che le figure allontanate siano considerate politicamente molto vicine all’area politica di Giorgia Meloni. Quanto basta per alimentare i pettegolezzi legati a un possibile raffreddamento con tendenza al gelo nei rapporti con Palazzo Chigi. Secondo Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura della Camera, il clima è deteriorato dopo settimane particolarmente complicate, segnate dal mancato finanziamento del docufilm dedicato a Giulio Regeni, dalle polemiche sulla Biennale di Venezia e dai contrasti politici legati ai contributi.

I fondi bloccati e il grande gelo tra Giuli e Buttafuoco

Giuli e il caso auto blu: il ministro è di nuovo nel vortice
L’inaugurazione ufficiale del padiglione della Repubblica del Kazakhstan

Il dossier Biennale di Venezia è, del resto, uno dei temi più caldi e divisivi di queste ore infuocate. La Commissione europea ha raccomandato all’agenzia Eacea di interrompere il contributo da circa 2 milioni di euro destinato alla Fondazione Biennale, dopo aver giudicato insufficienti le spiegazioni fornite sulla riapertura del padiglione russo. Una decisione che ha acceso un duro confronto politico. La Lega ha criticato il provvedimento, definendolo un’ingerenza politica nella cultura. Nel dibattito è inevitabilmente finito anche il rapporto tra Giuli e il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. L’assenza del Ministro alla cerimonia inaugurale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte era stata letta come un primo segnale. Giuli ha poi visitato il Padiglione Italia, ma evidentemente non è bastato ad attenuare le tensioni.