Giorgia Meloni archivia le polemiche e guarda a una settimana intensissima. Il governo italiano con Tajani conferma la linea dell’osservazione
Giorgia Meloni, un’agenda fittissima di negoziati
La premier Giorgia Melomi si prepara agli appuntamenti di un’agenda fitta che nei prossimi giorni la vedrà impegnata al prima al Consiglio Europeo, poi al G7 e quindi al vertice Nato. Prima però dovrà riferire alle camere e confermare la linea dell’esecutivo. Le direttive sono chiare: l’Italia è e resta a sostengo dell’Ucraina ma non contempla il coinvolgimento diretto dal punto di vista militare, possibilità che invece caratterizza il nucleo dei volenterosi. Alla base delle divergenze, oltre all’eventuale invio di truppe occidentali in Ucraina, la gestione dei negoziati di pace con la Russia senza un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e l’accelerazione del percorso di adesione di Kiev all’Unione Europea.
Un governo impegnato a ricucire senza rompere
In un contesto dove l’Europa sembra voler dire la sua e Trump sfilarsi da qualsiasi tipo negoziato, la scelta della Meloni si lega a un doppio binario: ricucire senza rompere. La premier ha sicuramente intenzione di sostenere l’Ucraina nella difesa dal territorio dall’invasione russa almeno quanto ricucire i rapporti con l’amministrazione di Donald Trump. Non è un mistero che il dialogo con gli USA si sia un po’ raffreddato, dopo alcuni mesi caratterizzati da una serie di tensioni che andranno sciolte evidentemente prima dell’appuntamento con il G7 e del vertice Nato. In questa ottica si può collocare anche la missione del ministro della difesa Guido Crosetto che il prossimo 15 giugno, a Washington, incontrerà il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth.
Le opposizioni attaccano, Tajani risponde: “Noi per la pace”
L’operato della Melomi è ed appoggiato da una coalizione che, sebbene con anime diverse, rimane compatta intorno alla leader di governo riconoscendole la capacità di tenere uniti i cocci di rapporti diplomatici che, da una parte (Europa e Russia) e dall’altra (Usa, Israele e Medio Oriente) rischiano di rompersi. Lo ha confermato il vice premier Antonio Tajani a margine del Business Forum Italia – Norvegia. “Noi continuiamo a sostenere l’Ucraina e saremo parte importante nella costruzione della pace, sia a livello europeo sia come Paese”. E sul Medio Oriente: “C’è chi non vuole la pace in Libano. Hezbollah continuando a attaccare il nord del Libano provoca reazioni israeliane. Non condividiamo gli attacchi contro la popolazione civile ma va condannato l’atteggiamento di Hezbollah che deve essere disarmato”.

