Prosegue l’azione anticiclica delle Banche di Credito Cooperativo che, nel Sistema interregionale di Lazio, Umbria, Sardegna hanno, al 2012, erogato 9 miliardi di euro di finanziamenti all’economia – il 60% a famiglie consumatrici e produttrici – a fronte di 11 miliardi di euro di raccolta da clientela (+3,3% nel 2012), con una rete di 300 sportelli sul territorio e una base sociale di 60.000 soci.
In deciso deterioramento la situazione congiunturale locale espressa da un marcato incremento delle sofferenze, ancora contenute, tuttavia, al di sotto del 5% rispetto al totale degli impieghi.
Crescita dei finanziamenti, tenuta della raccolta e rischi creditizi ancora sotto controllo sia pure in incremento, sono i fattori alla base della ripresa dei margini economici delle BCC delle tre regioni, che hanno fatto segnare, per questa via, un utile aggregato di 40 milioni di euro (+5,3% sul 2011), in gran parte devoluto ad irrobustire la dotazione patrimoniale, anch’essa migliore rispetto al resto del sistema bancario: total capital ratio al 16,5% e tier 1 capital ratio al 14,5%.
Secondo il Presidente della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo di Lazio, Umbria, Sardegna (Federlus), il cavalier Francesco Liberati, “Si tratta di coniugare le esigenze di sana e prudente gestione con l’azione di assistenza a famiglie e imprese, come impongono i nostri statuti di banche cooperative”.
La presentazione del nuovo Piano Strategico 2013-2015 della Federazione costituisce anche l’occasione per riflettere sugli sviluppi evolutivi di un modello che necessita anch’esso interventi per traguardare il momento di forte transizione per tutto il Sistema Bancario. «Per mantenere vincente il modello BCC, occorre una forte innovazione nel modello di servizio e nell’organizzazione del network», afferma il Direttore Generale Federlus, Paolo Grignaschi, a margine della presentazione del nuovo documento di programmazione.
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Il sistema interregionale di Lazio, Umbria, Sardegna hanno, al 2012, erogato 9 miliardi di euro di finanziamenti all’economia – il 60% a famiglie consumatrici e produttrici – a fronte di 11 miliardi di euro di raccolta da clientela
