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I precari ‘storici’ lanciano l’allarme: “Tra un mese ci mandano a casa”

Manca ormai poco più di un mese alla scadenza della proroga di sei mesi che permette ai “precari storici” dell’amministrazione pubblica di conservare il loro posto di lavoro. Il ‘comitato dei determinati’ ha quindi deciso di autoconvocare una riunione per coordinare le forze in campo e lanciare un ultimo appello all’amministrazione, affinché risponda alle loro sollecitazioni per una definitiva stabilizzazione.

Mariagrazia, altra rappresentante del Comitato dei determinati, ha definito questa situazione di stallo “un gran pasticcio”, che coinvolge 146 persone, ma non solo, “questo numero va moltiplicato per 4 perché abbiamo una famiglia. I precari hanno già pagato abbastanza, a cinquant’anni non sappiamo domani ciò che ci succederà”. “Ci siamo mossi in maniera pulita ed esemplare – ha continuato Mariagrazia, visibilmente turbata – per creare discontinuità con la passata amministrazione, che ci ha fatto sudare sette camicie. C’è un blocco amministrativo su un iter che l’amministrazione ha deciso da un anno, nel frattempo ci hanno fatto una proroga di sei mesi che scade il 28 giugno prossimo”. Lo strumento della proroga, secondo Mariagrazia e’ considerato dall’amministrazione “un paracadute, ma con l’ultimo decreto Salva Roma, non sarà più possibile utilizzarlo e dopo 10-15 anni di precariato, un amministrazione di sinistra ci manderà a casa, quando neanche una di destra ci era riuscita. Ad oggi non c’è niente di ostativo alla nostra assunzione”, ha concluso Mariagrazia, lamentando una esplicita “mancanza di rispetto” da parte dell’amministrazione capitolina che, “nonostante le numerose lettere di sollecitazione, non ha risposto per iscritto, non ci ha telefonato né ci ha degnato di una riga”.