Il “sistema Sottile-Marino” per risolvere l’emergenza rifiuti di Roma scricchiola. A pochi giorni dalla chiusura di Malagrotta e dal trasferimento dei rifiuti nelle altre regioni, arrivano le prime proteste delle popolazioni locali. E la “rivolta” parte dalla “virtuosa” Lombardia, in particolare da Brescia. Ecco l’articolo pubblicato sul quotidiano locale Brescia Oggi che argomenta la fragilità della scelta del presidente della Giunta, Zingaretit e del commissario straordinario Sottile.
“Dal 6 ottobre quaranta tonnellate di rifiuti speciali provenienti da Roma sono “congelati” nella discarica Gedit di Montichiari. I controlli della task force dell’Arpa fatta entrare in azione dalla Regione ha riscontrato delle difformità “sospette” fra i codici Cer (una sorta di carta d’identità dell’immondizia) e il materiale trasportato da due dei quattro camion approdati a Vighizzolo. Il conferimento di metà della partita di scarti è stato dunque sospeso in attesa dei referti sui campioni prelevati dai tecnici dell’Arpa.

Le potenziali irregolarità non riguardano il Fos, ovvero la parte più “sporca” del compost, ma la frazione secca, rifiuti indifferenziati che non possono finire inceneriti nei termovalorizzatori. In questo stock sarebbero state trovate delle sostanze terrose anomale. Sembrano dunque trovare conferma timori, inquietudine e sdegno espressi da istituzioni e cittadini alla vigilia dell’operazione destinata nel giro di due mesi a tumulare nelle viscere della Bassa almeno 9 delle 38 mila tonnellate di rifiuti che soffocano la Capitale dopo la chiusura della discariche Malagrotta”.
Anche la politica si prepara a far saltare Roma. “ll Pirellone, da sempre contrario allo smaltimento in territorio lombardo di scorie provenienti da altre regioni, è passato rapidamente dall’indignazione all’azione predisponendo una campagna di controlli sugli scarti provenienti da Roma. “La situazione ha dell’incredibile – osserva l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi -: la Lombardia si sta dando da fare per non avere più bisogno di discariche. Grazie agli investimenti nella raccolta differenziata ormai meno dell’8% dei nostri rifiuti finisce nei centri smaltimento lombardi, e cosa facciamo? Importiamo spazzatura? A cosa servono i nostri sforzi, a farci prendere in giro dalle altre Regioni? Al solito, il Nord è cornuto e mazziato”.
E mentre in Lombardia monta la protesta, alla Falcognana tutti col fiato sospeso. Ad ore è attesa la firma del decreto del ministro Orlando con il quale il prefetto Sottile potrà dare il via alle procedure per la firma del contratto con la Ecofer e predisporre il sito del Divino Amore come discarica di emergenza.
