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Il centrodestra slitta sul binario. Scoppia l’amore per il tram

Dallo schiaffo di Storace al capo della sicurezza Atac del 1998, sino all’inaugurazione del nuovo capolinea di piazza Venezia. Da allora la politica del centrodestra è radicalmente cambiata con Alemanno che elogia le tranvie e ammette la difficoltà di costruire le metropolitane. La storia della linea 8 che ha diviso la città e che finalmente ha trasformato l’Argentina in una piazza liberata. I veti del Bottegone e di Berlusconi ai binari. LA GALLERY e IL VIDEO

di Fabio Carosi

Il 6 giugno del 2013 rimarrà una data storica per Roma e il trasporto pubblico romano. Dopo anni di avversione che partono dal fascismo che “ha sbinato” parte consistente della rete romana dei tram (basta rileggersi il capolavoro di Italo Insolera, Roma Moderna. ndr) e proseguono nel tempo sino all’epilogo del debutto della tranvia Casaletto-Argentina che nel 1998 divise la città tra pro e contro, è il sindaco uscente Gianni Alemanno che stabilisce la nuova linea del centrodestra romano. “Le metropolitane sono costose, difficili da completare, mentre Roma ha bisogno di una rete di tram veloci ed efficienti”.
Lo ha detto nel giorno dell’inaugurazione in pompa magna del nuovo capolinea della linea 8 in piazza San Marco, vista su piazza Venezia e i Fori Imperiali mentre alle spalle largo Argentina col suo teatro storico si trasforma in una piazza liberata. Ma basta stimolare la memoria per ricordare un altro evento, un’altra inaugurazione. Era il ’98: da giorni fremevano i lavori per i pasticcio del tram 8 nato con marciapiedi sbagliati, tram contestati e polemiche roventi, quando un giorno durante una manifestazione organizzata da Alleanza Nazionale, Francesco Storace al tempo  consigliere comunale, diede un sonoro schiaffone sulle gote all’allora responsabile della sicurezza dell’Atac, l’avvocato Iannotta, che con i suoi “agenti” tentava di impedire una manifestazione contro il tram. Lo stesso mezzo pubblico che permette ogni giorno a 18 mila romani di arrivare incentro e tornare a casa, che diventò una leggenda metropolitana grazie alla serie di incidenti causati dalle continue intromissioni delle auto e culminato con un clamoroso scontro contro un camion di mozzarelle davanti l’ospedale san Camillo. E poi il vero incidente, quello che fece volare giù dal capolinea del Casaletto una bomba lunga 18 metri e che spedì in ospedale diverse persone.

Passa il tempo e il centrodestra supera gli esami di trasporto. Ora è il tram il futuro, cioè quel passato che hanno tentato di cancellare in tanti e che invece darebbe una soluzione reale e immediata a buona parte del caos che regna sulle strade. Da sempre. Ne parlavano anche gli scrittori della Repubblica (quella dell’antica Roma), di come fosse difficile muoversi tra bighe, carrozze e casupole.
Con il tram 8, la linea dell’opposizione si è invertita. Passa sotto silenzio lo sfregio durato quasi quattordici anni dell’Argentina, dei rumori che il tram regalava ai residenti e così la linea di trasporto divenuta famosa perché si diceva portasse guai e jella, è diventata di nuovo ostaggio della politica. Mentre Alemanno inaugurava gioioso, dimenticando che il trasferimento del capolinea di poco più di 100 metri sarà un servizio utilissimo e anche la vittoria del rapporto di collaborazione con la sovrintendenza, alcuni ragazzi del Pd bollavano una cosa utile come uno spot elettorale.

 

video tram

Ma quando invece si diceva che il tram non poteva passare per via delle Botteghe Oscure perché dava fastidio alla sede del Pd, dov’erano i ragazzi? Idem, per chi ha la memoria corta, quanto il vecchio tracciato che avrebbe dovuto far passare i binari della seconda tranvia da San Pietro a Termini, doveva passare per via del Plebiscito: allora si disse che Berlusconi in persona aveva posto il veto. E via il tram.