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“Il fumo uccide, il vapore strangola”. Sigarette elettroniche: la protesta

Manifestanti da tutta Italia in piazza del Campidoglio per chiedere un’ammorbidimento della proposta di tassazione sul fumo elettronico. Un’aliquota del 58% metterebbe a rischio i 3mila lavoratori di un settore che sta letteralmente volando. Magliette e striscioni ironici per un sit-in silenzioso ma molto “vaporoso”: niente fischietti, i dimostranti sono “armati” solo delle loro sigarette tecnologiche

“Non mandate in fumo la nostra attività”. Con questo striscione esposto in piazza Montecitorio, un centinaio di gestori di negozi di sigarette elettroniche hanno manifestato contro la tassazione che il Governo ha intenzione di introdurre per questi prodotti. Un’aliquota del 58,5 per cento che secondo i manifestanti metterebbe a rischio oltre 3mila lavoratori del settore.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Nazionale Fumo Elettronico, chiede al Governo una regolamentazione  equilibrata e a garanzia dei consumatori. “Non fate evaporare i nostri investimenti”: i gestori dei punti vendita sono venuti da tutta Italia per difendere il loro business. Oggetto di tassazione, oltre ai liquidi, sono anche gli oggetti legati alla e-cig, come l’atomizzatore, il laccetto, la pila ed il cavo Usb, tutti strumenti che stanno facendo affari d’oro ai produttori.
I gestori dei punti vendita, brandendo le sigarette elettroniche al posto dei soliti fischietti, esibiscono magliette con la foto del Parlamento e la scritta “nuoce gravemente alla salute” o “c’avete rotto i polmoni”. Una manifestazione silenziosa e vaporosa. I manifestanti, elaborando i dati dell’ultimo rapporto sul fumo dell’Istituto superiore della Sanità, sostengono che se si aumentasse il pacchetto di sigarette del 10% ogni anno per 5 anni, si otterrebbe un duplice risultato positivo: la riduzione del 28% dei fumatori, cioè 200mila persone in 5 anni e un incremento per l’erario di circa 500 milioni di euro, contro i 117 milioni derivanti dall’eventuale tassazione del fumo elettronico.
Sul tema è intervenuto anche il sindaco-medico Ignazio Marino: “il merito della discussione è nel chiedersi se deve essere favorito o sfavorito il commercio di prodotti che non eliminano ma riducono il danno alla salute rispetto alle sigarette normali – continua il sindaco – mentre il danno da sigaretta è legato alla combustione che sprigiona circa 40 sostanze sicuramente cancerogene come il catrame, con la sigaretta elettronica c’e’ un danno legato alla nicotina, che non è innocua ma ha effetti sul sistema cardiovascolare – ha concluso Marino – Io, invece, sono d’accordo con altri esponenti del mondo scientifico secondo cui la riduzione del danno è meglio del danno da combustione. Ma sulla questione, comunque, serve una riflessione non solo dal punto di vista fiscale“.