Il 6 maggio Piazza del Campidoglio, teatro della protesta civile dei dipendenti per i tagli al salario accessorio, ha evidenziato lo stato di disperazione di tanti lavoratori e delle relative famiglie che già arrivano a stento alla fine del mese e che già da tempo percepiscono salari in linea con la soglia della povertà.
Il vero motore che ha finora garantito il funzionamento della complessa macchina capitolina, nonostante la mancanza da 5 anni di rinnovo contrattuale, il carico impositivo più gravoso d’Italia, la mancanza di turn-over, è allo stremo.
Lo zelo e il rigore non coniugati con una lettura politica di questi avvenimenti mettono a rischio la tenuta sociale della città con tutto ciò che da questa situazione può scaturire anche in termini di contrazione dei servizi ai cittadini.
In attesa di una revisione normativa del Contratto è ineludibile un intervento governativo che conceda la possibilità alle Amministrazioni locali interessate di continuare ad erogare in via provvisoria il trattamento accessorio stabilito dagli accordi attualmente in applicazione.
Capitolo a parte, tutto da chiarire, è rappresentato dalle responsabilità ascrivibili in capo ai dirigenti che non hanno vigilato ed operato diligentemente per realizzare un serio processo di valorizzazione del personale scaricando tali incapacità sull’anello più debole, ma al contempo il principale soggetto che produce lavoro e servizi per la comunità cittadina.
Gruppo SEL Roma Capitale
