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Il Nuovo Stadio rompe il Pd. Ora tutto nelle mani di Zingaretti

L’Assemblea capitolina ha approvato la delibera che prevede il riconoscimento di pubblico interesse dello stadio della Roma nell’area di Tor di Valle, ma il voto non è stato “compatto” da parte della maggioranza. E’ lo stesso parlamentare Umberto Marroni a commentare una delibera “troppo sbilanciata verso interessi privati”. Conferenza servizi, sondaggi archeologici e ricorsi: tutti gli ostacoli alla posa della prima pietra nel 2015

Con 29 voti favorevoli, 8 contrari e 3 astenuti, l’Assemblea capitolina ha approvato la delibera che prevede il riconoscimento di pubblico interesse dello stadio della Roma nell’area di Tor di Valle. Il primo passaggio amministrativo propedeutico all’avvio dei lavori per arrivare entro il 2017 all’apertura dell’impianto sportivo. Tuttavia le polemiche che hanno agitato la maggioranza non sono scemate dopo il via libera del Campidoglio. La prima reazione arriva proprio dal principale partito della maggioranza di Marino. E’ lo stesso parlamentare romano Umberto Marroni a commentare su Twitter: “Delibera dello stadio – ha scritto il deputato Pd – è positiva per nuovo impianto sportivo, ma troppo sbilanciata verso interessi privati”.
Il via libera non ha visto un voto “compatto” da parte della maggioranza. Nonostante la maggior parte dei consiglieri capitolini dei gruppi di maggioranza abbiano votato a favore del provvedimento il consigliere di maggioranza Riccardo Magi (Radicale eletto in Lista civica) ha dato il suo voto contrario, mentre il consigliere Pd, Pierpaolo Pedetti, ha deciso di astenersi e, infine, la consigliera Sel, Imma Battaglia, non ha partecipato al voto.

Ora la palla passa alla Regione. “Nella primavera del 2015 la posa della prima pietra – ha annunciato il sindaco Marino – Questo perche’ una volta dichiarato l’interesse pubblico e una volta poi presentato e valutato il progetto cantierabile definitivo, e’ evidente che ci sia anche un altro aspetto: questa opera portera’ un miliardo e mezzo di investimenti stranieri a Roma e solo nella fase di realizzazione oltre 3mila posti di lavoro”.
Ma l’iter non è affatto scontato. Tutti i progetti definitivi vanno passati al vaglio della Conferenza di Servizi da parte della Regione che può richiedere modifiche e redarre il testo della Convenzione Urbanistica.
Resta il nodo archeologico: rilevamenti e sondaggi vanno effettuati sull’intera area dove sorgeranno la Nuova Trigoria, Stadio e Businnes Park, ma anche ponti, strade, ferrovie, svincoli, sottopassi, parcheggi e aree verdi. Con il rischio poi che tutta questa fretta possa venire vanificata dai ricorsi che associazioni varie di tutela ambientale e comitati schierati per il “no” potrebbero presentare già dai progetti preliminari.