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Il Pd raddoppia e salva Marino. Il centrodestra si scioglie al sole

Il Pd raddoppia e salva Marino. Il centrodestra si scioglie al sole
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ROMA AL VOTO. I renziani si prendono il 43 per cento dei consensi. M5S in controtendenza raddoppia rispetto alle Comunali 2013, mentre Forza Italia crolla al 13,4 insieme a Fratelli d’italia e Ncd. La Lega Nord da segni di vita. Intanto la Bonaccorsi bussa al Campidoglio: “E’ il partito che vince”
Il Pd raddoppia e salva Marino. Il centrodestra si scioglie al sole

di Fabio Carosi

Termometro a 30 gradi e metà dei romani al mare o fuori porta; l’altra metà alle urne per confermare le attese: Ignazio Marino è salvo grazie al Pd che nella Capitale passa dal 26 per cento delle Comunali 2013 al 43 per cento. E così si conferma il formidabile traino nazionale del partito di Renzi segretario che piace a più di un quarto dei romani. Sulle ali della vittoria anche Tsipras con un ottimo 6,1%.
A dispetto del risultato nazionale, l’M5S a Roma non crolla. Anzi, se alle Comunali si era fermato al 12 per cento, la Roma grillina vale ora il 24,9 per cento dei votanti. Chi invece si prepara ad una cura violenta a base di antibiotici è il centrodestra. Nel giorno del compleanno di Renato Brunetta, male, malissimo Forza Italia che dal 19 per cento delle urne 2013, passa al 13,4, così come Fratelli d’Italia che però ha mantenuto la posizione sopra il 5%, mentre il Nuovo Centrodestra sparisce sotto quota 4%. Nella Capitale che conferma la svolta a sinistra, c’è spazio persino per la Lega Nord con un romantico e simbolico 1,42% che vale qualcosa come 16 mila voti. Insomma, una testa di ponte, che potrebbe portare Matteo Salvini persino ad ipotizzare una candidatura alle prossime comunali e dare la classica prova di esistenza in vita. E sedicimila sono anche i romani che si sono trovati con la scheda elettorale esaurita e che hanno ingfaggiato una battaglia per ottenere quella nuova.
E per i renziani di Roma, già si prepara il cambiamento. Lorenza Bonaccorsi manda segnali al Campidoglio: Dobbiamo mettere in carreggiata tutto quanto, tutti, continuare a livello nazionale sulla strada delle riforme e anche a Roma continuare sul risanamento del Comune. Questo voto è un dato storico, siamo tornati a vincere e questo è un dato fondamentale. Lo è anche di Roma, perché il Partito democratico che fa le cose, mette in fila i problemi e li risolve, è un Partito che vince. Quindi, avanti così”. Dunque il partito e non il partitino del sindaco che più di un dolore ha causato a Sant’Andrea delle Fratte, tant’è che rimane indelebile l’immagine del sindaco defilato al comizio di piazza del Popolo del premier Renzi dopo la settimana a base di marjuana e prostitute.
E il 5 Stelle? Distratti dalla debacle nazionale, i romani Barillari e Di Battista non si godono il risultato locale. Scrive Di Battista su Fb: “Grazie a tutti gli attivisti, a tutti i volontari, a tutti i miei fantastici colleghi che si sono impegnati come pazzi per combattere per il bene comune. Sono momenti duri e vanno vissuti tutti, fino in fondo. Io sono fiero di quel che abbiamo fatto questi mesi. Non mollerò certo adesso. Credo fermamente che il M5S andrà al governo. Il cambiamento culturale e’ lento, più lento del previsto, ma e’ inarrestabile. Buona notte a tutti. Gia’ dalla prossima settimana continuerò con le agora’ (come me faranno tantissimi colleghi) e continuerò a fare tutto quel che abbiamo fatto. Portare le nostre idee e i valori dell’onesta’ in Parlamento, stare sempre in mezzo alla gente provando a far capire ancora con più forza (le delusioni possono anche darti più forza se credi in quel che fai) che oggi ci stiamo noi in Parlamento ma domani ci sarà qualcun altro, continuerò a restituire i soldi e a fare il portavoce. Buona notte a tutti. A riveder le stelle!” E Barillari chiosa: “”Siamo determinati a proseguire un cammino che abbiamo iniziato solo 15 mesi fa e che per noi, anche oggi, e’ in una sola direzione: non torniamo indietro. Sapevamo benissimo, all’inizio di questo progetto, che avremmo avuto tutti contro e che non sarebbe stato assolutamente facile. Noi rinunciamo agli stipendi e a tutti i privilegi della politica, noi denunciamo le nomine illegittime di dirigenti alla Regione Lazio, noi apriamo fascicoli di inchiesta su tutti i casi di malasanita’ regionale”.