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Roma

Quando va in edicola, Nicola Zingaretti è tutto contento. Perché sa che lì', al contrario della rete, tutto va bene, il mondo gli sorride, non ci sono mai cattive notizie. Perché lui approva il piano casa che fa tanto contenti i costruttori proprietari di giornali. E tutto torna. In Sicilia questa roba la chiamerebbero con una brutta espressione, qui dicono democrazia. Casa vostra, potremmo mediarla così.

Martedì e mercoledì si comincia in aula alla Pisana la discussione sugli emendamenti alla proposta di legge presentata dall'ineffabile assessore Civita, che autorizza il consumo del suolo, riduce le possibilità di diventare proprietari per poliziotti e in generale famiglie in difficoltà, continua a ritenere le province abolite per finta come potenziali detentrici di poteri urbanistici. Ma di tutto questo i giornaloni non parlano, perché i loro sciur parun hanno famiglia e aziende "impegnate" nel settore. E invece proprio Zingaretti dovrebbe allontanare qualunque sospetto speculativo. Ce ne sono, al punto che sul provvedimento si è abbattuta una pioggia di oltre duemila e cinquecento emendamenti, 140 dei quali provenienti da giunta e maggioranza. Tra questi, alcuni ancora più imbarazzanti, altri più estremistici al contrario. Sarà battaglia vera. Noi, La Destra, ne abbiamo presentati una ottantina. Più che fare ostruzionismo vogliamo discutere a fondo e senza minacce di maxiemendamenti per strozzare il dibattito, le parti più inopportune della proposta di legge. A partire dal conflitto di interessi che campeggia sull'impianto normativo che si vorrebbe approvare alla chetichella, confidando sull'assenza di informazione.

Tra gli emendamenti che ho depositato, proprio uno di questi mira a fare chiarezza, dicendo esplicitamente che chi detiene partecipazioni in società che si occupano di editoria, non potrà godere dei benefici della legge che viene proposta dalla maggioranza di centro sinistra alla Pisana. E’ una sfida di trasparenza e di onestà: vedremo chi avrà il coraggio e l’indipendenza mentale per saperla cogliere.

I nostri emendamenti vogliono anche rilanciare il tema del mutuo sociale, che pure era stato affrontato dalla precedente amministrazione di centro destra, ma che non è stato mai reso operativo, e finanziato per quanto avrebbe dovuto essere. Intendiamo dire, che chi non ha le possibilità di pagare un mutuo, perché magari lavoratore precario o disoccupato, non può vedersi privato del sogno di possedere una casa. Intervenga la Regione allora a fare da banca, con tassi di interesse fissi e lontani dalle offerte usuraie che si trovano sul libero mercato, e alla fine del pagamento dell’ultimo rateo si dia la possibilità di diventare proprietari di casa.

Con un'altra serie di emendamenti, cerchiamo poi di eliminare le storture più gravi della legge, tra cui quella che riduce le edificazioni per affitto a canone ridotto a favore delle Forze dell’Ordine e diciamo basta alle deleghe urbanistiche alle province. Finisca la propaganda. Accontentiamo i cittadini, non i padrini.

 

Francesco Storace, presidente de La Destra

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