Se il Grande Raccordo Anulare fosse una commedia, avrebbe già vinto un Oscar. Arriva Ingorgo, la serie in sei episodi per raccontare quello che i romani vivono ogni giorno.
A Roma il traffico non è un problema. È uno stile di vita. Una condizione esistenziale, una filosofia, talvolta persino un’occasione per ripensare alle proprie scelte. E adesso diventa anche una serie televisiva. Si chiama Ingorgo, già disponibile su Prime Video e racconta l’incubo quotidiano di milioni di automobilisti trasformandolo in una commedia corale.
L’idea è semplice quanto diabolica: una gigantesca coda immobilizza decine di persone, mandando all’aria programmi, appuntamenti e buone intenzioni. Ma mentre le automobili restano ferme, le storie cominciano a correre.
Il Grande Raccordo diventa Hollywood. Ma senza bisogno di effetti speciali
Dietro la macchina da presa ci sono Antonio Usbergo e Niccolò Celaia, il duo romano YouNuts!, insieme a Garbo Produzioni. La serie nasce dall’adattamento di Atasco, commedia spagnola ambientata nel traffico di Madrid. Ma il trasferimento ideale nella Capitale appare quasi inevitabile: trovare un ingorgo a Roma è probabilmente più facile che trovare parcheggio. Curiosamente, però, la città non viene mai dichiarata apertamente né mostrata attraverso i suoi monumenti. Niente Colosseo, niente cupoloni, niente cartoline. Basta il caos automobilistico a suggerire l’ambientazione.
Ogni vettura si trasforma così in un piccolo teatro, ogni finestrino una finestra sulle nevrosi contemporanee. Perché quando nessuno può andare avanti, prima o poi qualcuno comincia a raccontarsi.
Guzzanti, Fresi e Pannofino: un cast bloccato nel traffico
A rendere particolarmente interessante l’operazione è il cast, che riunisce Corrado Guzzanti, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Matilde Gioli, Dino Abbrescia, Donatella Finocchiaro, Ninni Bruschetta, Mario Ermito, Selene Caramazza e Antonio Catania.
Sei episodi nei quali l’immobilità diventa il pretesto per esplorare caratteri, contraddizioni e piccoli drammi quotidiani. Una fotografia della società contemporanea osservata attraverso parabrezza e specchietti retrovisori.
La serie è stata presentata alla Casa della Serialità della Roma Lazio Film Commission, nell’ambito degli appuntamenti collaterali della Festa del Cinema di Roma. Per raccontare Roma non servono più i monumenti. Basta un’automobile che non riesce a muoversi. E se qualcuno dovesse lamentarsi dell’eccessiva durata dei sei episodi, basterà ricordargli che sul Raccordo, nell’ora di punta, c’è chi impiega altrettanto tempo per percorrere pochi chilometri. Almeno su Prime Video, quando il traffico diventa insopportabile, si può sempre premere pausa.
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