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Immaginare Roma in cui nessuno riconosca Totti: irreale come l’Uomo Ragno che vola fra i tetti – VIDEO

Lo spot di Spider-Man: Brand New Day trasforma Francesco Totti in un uomo che nessuno riconosce più per le strade di Roma. Un espediente ispirato alla trama del nuovo film Marvel che gioca sull’assurdità di immaginare la Capitale senza il suo simbolo calcistico più amato, dimostrando ancora una volta quanto il Capitano sia ormai parte dell’identità stessa della città.

Immaginare Roma in cui nessuno riconosca Totti: irreale come l’Uomo Ragno che vola fra i tetti – VIDEO


“Er pupone” diventa il protagonista della campagna italiana di Spider-Man: Brand New Day. Lo spot immagina una Roma in cui nessuno sa più chi sia il Capitano. Un’idea divertente che ricorda Yesterday, il film in cui il mondo dimenticava i Beatles, ma che nella Capitale sfiora la fantascienza.

L’amnesia collettiva che a Roma non può funzionare

Ci sono idee che funzionano proprio perché sono palesemente impossibili. È il caso dello spot realizzato per il lancio di Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo della saga Marvel, che sceglie Francesco Totti come protagonista di un piccolo esperimento narrativo: immaginare una Roma nella quale nessuno riconosce più il suo Capitano.

L’espediente prende spunto dalla trama del film, dove l’identità di Spider-Man viene cancellata dalla memoria collettiva. Così Totti entra in un bar, passeggia per le strade della città, incrocia passanti e turisti, ma nessuno gli chiede un selfie, nessuno lo saluta, nessuno pronuncia quel classico “Aò, Capitano!”. Una situazione che, agli occhi di un romano, appare probabilmente meno credibile dell’esistenza stessa dell’Uomo Ragno.

Da Spider-Man a Yesterday: quando il mondo dimentica i suoi miti

L’idea richiama inevitabilmente Yesterday, la brillante commedia in cui, dopo un misterioso blackout mondiale, nessuno ricorda più i Beatles e un giovane musicista diventa l’unico depositario del loro repertorio. Là scompariva dalla memoria collettiva la band più famosa della storia della musica. Qui, invece, a svanire è il ricordo del calciatore che, per Roma, rappresenta molto più di un semplice campione.

La differenza, però, è sostanziale. Nel film di Danny Boyle lo spettatore accetta la finzione. Nello spot Marvel, invece, è proprio l’impossibilità della situazione a renderla efficace. Perché nella realtà Francesco Totti è uno di quei rarissimi personaggi che hanno superato i confini dello sport per trasformarsi in simbolo identitario della città, al pari del Colosseo, della Fontana di Trevi o della Cupola di San Pietro.

Il lusso dell’anonimato, almeno per qualche istante

Lo stesso ex capitano giallorosso ha raccontato di essersi divertito all’idea di poter finalmente passeggiare inosservato per le vie della Capitale, un privilegio che la popolarità gli nega ormai da oltre trent’anni. Ed è proprio qui che lo spot centra il bersaglio. Non cerca di convincere il pubblico che quella scena possa davvero accadere, ma gioca con una fantasia impossibile. Perché se il cinema può immaginare un pianeta che dimentica i Beatles e la Marvel un mondo che cancella Spider-Man, c’è una memoria che, almeno a Roma, sembra destinata a resistere a qualsiasi incantesimo: quella del numero 10 giallorosso. In fondo è più facile credere che un uomo si arrampichi sui grattacieli con una ragnatela che pensare a una Capitale capace di dimenticare Francesco Totti.